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lunedì 29 novembre 2021

PSICO-COSE — il Blog di Federica Giusti

Federica Giusti

Laureata in Psicologia nel 2009, si specializza in Psicoterapia Sistemico-Relazionale nel 2016 presso il CSAPR di Prato e dal 2011 lavora come libera professionista. Curiosa e interessata a ciò che le accade intorno, ha da sempre la passione della narrazione da una parte, e della lettura dall’altra. Si definisce amante del mare, delle passeggiate, degli animali… e, ovviamente, della psicologia!

​Mi sento come Atlante

di Federica Giusti - venerdì 19 novembre 2021 ore 07:30

Da una parte:

“Meglio se faccio tutto io”.

“Devo sempre avere tutto sotto controllo”.

“Non mi posso fidare di nessuno perché tanto ci andrei a rimessa, tra spiegare, verificare che abbiano capito e farlo da solo, risparmio tempo se me ne occupo io”.

Dall’altra parte:

“Sono davvero stanco, nessuno riesce a capire il mio impegno e lo sforzo che faccio”.

“Sono tesa, mi fanno male le spalle, non riesco più a sostenere tutto questo”.

“Se solo gli altri facessero quello che faccio io, se mi aiutassero senza che dovessi chiedere il loro aiuto sarebbe tutto più semplice”.

Queste sono alcune delle frasi tipiche che mi sento spesso ripetere nella stanza di terapia da chi soffre di quella che sembra essere una vera e propria sindrome da sentirsi come Atlante.

Ricordate il vecchio mito? Atlante era re della Mauritania ed Esiodo narra che fu costretto a tenere sulle spalle l’intera volta celeste per volere di Zeus, il quale decise di punirlo perché durante la Titanomachia si era alleato con Crono quando guidò i titani contro gli dèi dell’Olimpo. Atlante riuscì a convincere Eracle a sostituirlo temporaneamente nella sua punizione offrendosi di poter raccogliere i pomi d’oro dall’albero del giardino delle Esperidi al suo posto. Ottenuto lo scambio però Eracle riuscì a convincerlo di tenere momentaneamente la volta per potersi mettere qualcosa sotto le ginocchia e quando Atlante sollevò la volta del cielo dalle spalle di Eracle, questi raccolse le tre mele lasciate a terra e se ne andò. Secondo una tradizione il titano fu pietrificato da Perseo che gli mostrò la testa di Medusa per punirlo di non averlo ospitato e così Atlante si trasformò nell’omonima catena montuosa che si trova nel nord dell’Africa. La prima vertebra della colonna vertebrale, atlante, deve il suo nome a questo personaggio, proprio perché essa sostiene il cranio così come il titano regge la sfera celeste (fonte Web).

Ecco chi è solito fare ragionamenti come quelli descritti in apertura di questo articolo, mi ricorda molto le fatiche di Atlante ed è esposto, a mio avviso, agli stessi rischi. Non mi riferisco certo alla possibilità di pietrificazione, ma all’idea di essere schiacciato dai sensi di colpa del non riuscire a fare tutto e bene (detto toscano: “Tutto e bene un e sta ‘nsieme!”) e, quindi, sopraffatto dalla responsabilità di dover sempre fare ogni cosa da solo.

Come se ne esce? Segreto di Pulcinella: imparando a delegare! Non tutto può essere fatto da soli e questo va semplicemente accettato. Continuare ad ignorare queste continue pressioni, facendo andare le nostre prestazioni alle stelle, oltre limiti gestibili, è controproducente e, talvolta, anche estremamente dannoso, proprio perché lascia lo spazio libero a possibili sintomi quali cefalee, dolori alla cervicale (la prima vertebra si chiama proprio Atlante, curioso vero?), tensioni muscolari, problemi alla vista e senso di perdita di equilibrio, che, a loro volta, possono sfociare anche in manifestazioni ansiose estremamente invalidanti.

Mi chiedo e vi chiedo, ne vale davvero la pena? La paura del cambiamento e la paura di andare a chiedere aiuto mostrando la nostra necessità, talvolta, è paradossalmente più forte della possibilità di stare meglio. Ma da questo circolo vizioso dobbiamo uscirne, con una bella spinta di reni che ci fa risalire in superficie e lo possiamo fare, come spesso dico ai mie pazienti, proprio usando l’arma della leggerezza, modificando il nostro modo di approcciarci alla realtà delle cose e liberandoci di qualche zavorra.

So benissimo che non è affatto semplice ma ci si può provare.

Come ribadisco ogni volta, a rischio di sembrare noiosa, non abbiamo il potere di cambiare gli eventi, ma quello di cambiare il modo in cui vi reagiamo. Ecco perché credo che la leggerezza sia davvero un nostro grande alleato!

Per farci osservare la realtà da punti di vista diversi, facendoci trasportare dalla fantasia in altri luoghi, spazi, tempi. E se non vi basta l’immaginazione, allora fatevi un giro in centro a Pontedera, invasa da animali giganti che aiutano sicuramente a far viaggiare la nostra fantasia e stuzzicano un po' di sana leggerezza!

Federica Giusti

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