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Giovedì 09 Aprile 2026

SORRIDENDO — il Blog di Nicola Belcari

Nicola Belcari

Ex prof. di Lettere e di Storia dell’arte, ex bibliotecario; ex giovane, ex sano come un pesce; dilettante di pittura e composizione artistica, giocatore di dama, con la passione per gli scacchi; amante della parola scritta

Dalla terra alla luna

di Nicola Belcari - Giovedì 09 Aprile 2026 ore 08:00

Era indispensabile e anzi urgente preparare il prossimo allunaggio. Il viaggio odierno è di preparazione allo sbarco per il quale purtroppo c’è da aspettare.

L’allora “vergine luna”, ancora non contaminata e non calpestata da suola umane al tempo del poeta (Leopardi) e casta come Artemis sua personificazione e nome dell’attuale missione d’esplorazione, è la meta non rimandabile del recupero della ragione dei regnanti del nostro mondo.

Quel che è perduto sulla Terra là finisce. Le preghiere egoiste, le lacrime e i sospiri degli amanti traditi, il tempo sprecato nel gioco e nei meandri della rete informatica. I social sono la versione moderna del Castello d’Atlante? Ognuno è libero e prigioniero al medesimo tempo delle illusioni, dei miraggi del virtuale; insegue in un labirinto di corridoi e stanze infinito la figura amata che gli appare, lo richiama, lo inganna, fuggevole, impalpabile. È una malìa: staccarsene non si può.

Nel mondo dell’apparenza “ecco il giudizio umàn come spesso erra”. Il baluginio del riflesso del sole sull’erba, nelle creste d’acqua lievemente mossa, il tremolio delle foglie dei pioppi: mondi inconsistenti ed effimeri che appaiono alla mente, sogni ingannevoli o veritieri, giunti dalle porte d’avorio o di corno, confusi.

Di vero invece è la guerra senza gloria: la nobiltà che non ha più patria. Guerra per il petrolio e il commercio delle armi non per Elena di Sparta, per Angelica del Catai. Non di eroi che sapevano capirsi: “oh gran bontà de’ cavallieri antiqui!”

Ludovico Ariosto dice di attingere le notizie da Turpino, vescovo e cronista franco, ben informato, nome redivivo nel Turpin, appunto venuto dalla Gallia, arbitro del mesto destino italico, turpe Roncisvalle dello sport della pedata.

È lì il senno dei governanti della Terra, sulla Luna; si trova sigillato nelle ampolle con la scritta dei nomi degli spossessati. I politicanti “ombre di foglie ammucchiate nel cortile che la serva non riesce a spazzare via” (poesia cinese del XII sec.).

È utile andare sul nostro satellite a riprendere il senno dei capi ma non si farebbe prima a disfarsi di loro per altri che il senno non l’hanno perso?

Lo smaltimento dei rifiuti è un vero problema. Come riciclare individui smaniosi d’apparire e di potere che a casa propria proprio non intendono né andare, né restare? L’ideale sarebbe che questi intraprendessero il viaggio per la Luna personalmente, magari un viaggio di sola andata. E per stabilirsi nella faccia nascosta.

Non sarebbe giusto sottrarre, non concedere o negare questo privilegio ai cittadini più eminenti. Chi meglio di loro potrebbe tenere i contatti con gli eventuali seleniti se non dei rappresentanti per eccellenza?

Nicola Belcari

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