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Attualità domenica 20 dicembre 2020 ore 07:00

​Scuola in presenza e “Covid free”

All'Istituto Vegni lezioni in "diretta" nei laboratori. Piano rigoroso per gruppi e orari scaglionati nel "cantiere" dove si diventa chef o vignaioli



CORTONA — Il Covid non ce l’ha fatta a chiudere tutto. Ha provato, ma all’Istituto “Vegni” delle Capezzine sono stati più forti. Scuola “Covid free” con laboratori in presenza, seppure scadenzati secondo una programmazione rigorosa, è la “cifra” del primato.
C’è la settimana “A” e la settimana “B”: tutto ruota attorno a uno schema che funziona alla perfezione e consente ai ragazzi di non perdere il contatto con i prof, le materie e soprattutto i laboratori dove si studia applicando la teoria alla pratica o trasformando in conoscenza, la pratica in cucina piuttosto che in vigna o al microscopio.
Circa cinquecento ragazzi frequentano l’Istituto che da centotrenta anni porta il nome del suo fondatore “Angelo Vegni”. Nasce a Centoia, nel cuore della campagna cortonese.
Una scuola d’eccellenza che punta sull’innovazione e una serie di opzioni didattiche calibrate sulla realtà del mercato del lavoro. Al “Vegni” si affina la conoscenza e si impara un mestiere, la prospettiva è reale e a portata di mano.
Chef, vigneron, maitre di sala, receptionist, tecnici agrari, chimici, sono solo alcune delle specializzazioni che la scuola offre ai ragazzi che arrivano da tutto il centro Italia. 

“Per il nostro Istituto e soprattutto per i nostri ragazzi era fondamentale non interrompere l’attività laboratoriale che ha un ruolo centrale nella didattica perché gli studenti verificano, sperimentano, analizzano gli elementi che scoprono sul campo, in vigna o in cucina”, spiega Marco Mearini docente di materie agrarie e presidente dell’associazione “Amici del Vegni” della quale fanno parte gli ex allievi, molto attiva nella promozione di iniziative e nella valorizzazione della tradizione della scuola che rappresenta un unicum in Valdichiana e a livello provinciale.
I laboratori di cucina sono fondamentali per i ragazzi che scelgono l’indirizzo alberghiero e tra i docenti, Carmine Franzese è uno dei più gettonati.
“I ragazzi imparano le tecniche di sala, il ricevimento e come si diventa chef. C’è grande interesse soprattutto per la cucina e l’utilizzo delle materie prime che nel nostro istituto coltiviamo direttamente. La pratica, la sperimentazione sul campo e poi nella fase della trasformazione in cucina, sono passaggi fondamentali per la formazione dei giovani che desiderano diventare chef. Anche in questi giorni i laboratori in presenza hanno funzionato a pieno regime, seppure scadenzati con orari e giorni dedicati ai quali, ogni volta corrisponde un gruppo di ragazzi contingentato rispetto alla capienza dei laboratori e tutto viene effettuato nella massima sicurezza” spiega Mearini.

Attenzione meticolosa alla sicurezza: “E’ stato un ingegnere a calcolare la capienza e i laboratori sono stati sottoposti a sanificazione prima di accogliere gli studenti”, aggiunge il docente. Quest’anno, tra le tante novità dell’offerta formativa, l’Istituto Vegni ha creato l’indirizzo tecnico in chimica e biotecnologie; c’è anche l’indirizzo “professionale agrario” e il “professionale alberghiero” proposti dal dirigente scolastico Luciano Tagliaferri che presenta la scuola come un Campus nel cuore della Valdichiana. 

Altra peculiarità del “Vegni” è il sesto anno di specializzazione in viticoltura ed enologia: “Ogni giovedì i ragazzi fanno lezione pratica in presenza spaziando dall’attività in cantina, a quella in vigna ai laboratori di chimica enologica”, sottolinea con una punta d’orgoglio Mearini che qualche giorno fa, con l’associazione degli ex allievi, ha donato all’Istituto lo spettrofotometro, strumento “importantissimo per il laboratorio di chimica”, sottolinea. Qui il lavoro di squadra è la regola e non c'è neanche bisogno di scriverla perchè a muovere tutto è la passione di chi costruisce la scuola ogni giorno con l'obiettivo di migliorarla e farla crescere.

Il “Vegni” non è un Istituto “tradizionale”, è un vero e proprio Campus scientifico dove passato e presente camminano insieme; dove si conosce, si impara, si sperimenta e si cresce.

Lucia Bigozzi
© Riproduzione riservata

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