Questo sito contribuisce alla audience di 
QUI quotidiano online.  
Percorso semplificato Aggiornato alle 18:45 METEO:MONTEPULCIANO21°36°  QuiNews.net
Qui News valdichiana, Cronaca, Sport, Notizie Locali valdichiana
Venerdì 14 Agosto 2026

LE PREGIATE PENNE — il Blog di Pierantonio Pardi

Pierantonio Pardi

Pierantonio Pardi ha insegnato letteratura italiana all’ITAS “ Santoni” di Pisa fino alla pensione. Il suo esordio narrativo è stato nel 1975 con il romanzo "Testimone il vino" , ristampato nel 2023 sempre dalla Felici Editore, nel 1983 esce "Bailamme" (ristampato nel 2022 con Porto Seguro editore). Negli anni seguenti ha pubblicato come coautore “Le vie del meraviglioso” (Loescher,1966), “Il filo d’Arianna (ETS, 1999) e da solo “Cicli e tricicli” (ETS 2002), “Graaande …prof (ETS, 2005) e “Il baffo e la bestia” (ETS 2021), "Erotiche alchimie" (ETS,2024) e "La disgrazia di chiamarsi Lulù" (Felici Editore, 2024). Ha curato l’antologia “Cento di questi sogni” (MdS, 2016) ed è direttore editoriale della collana di narrativa “Incipit” (ETS)

​Roberto Benigni "E l’alluce fu!"

di Pierantonio Pardi - Venerdì 14 Agosto 2026 ore 08:00

Berlusconi e Mosé, la gnacchera e la sventrapapere, Ferrara e Budda, Dio e Emilio Fede, san Pietro e Di Pietro, gli Svizzeri e i Cinesi, la manna, la canna e il giudizio universale

Dalle fulminanti aggressioni ai politici alla surreale riscrittura della Bibbia fino alle sublimi tiritere sessuali …

E’il primo Benigni quello che vado a raccontare; l’autore di questo dissacrante librettino , il Benigni prima maniera, il giullare iconoclasta, il piccolo diavolo, fustigatore con la sua satira caustica dei potenti di turno e dei ridicoli Vip. Lontano chilometri dal Benigni ultima maniera, caricatura patetica di quello di un tempo, il sagrestano che spiega i comandamenti e la vita dell’apostolo Pietro, il giurista per caso che ci racconta la Costituzione … insomma il comico di regime, istituzionale, noioso e retorico.

“ E l'alluce fu» è uno dei monologhi comici e dissacranti

più celebri di Roberto Benigni, tratto dal suo storico spettacolo teatrale TuttoBenigni (portato in scena con enorme successo negli anni '80 e '90).

Il titolo è un geniale e parodistico gioco di parole sulla frase biblica della Genesi: «E luce fu» («Fiat lux»).

La Trama

Più che una trama vera e propria nel senso narrativo classico, si tratta di un esilarante viaggio surreale nella storia dell'evoluzione umana, riletta attraverso la lente dell'assurdo e della comicità toscana.

La Creazione e l'Evoluzione: Benigni parte dall'origine del mondo e dell'uomo, raccontando come i nostri antenati siano passati dalla posizione a quattro zampe a quella eretta.

Il ruolo dell'alluce: Secondo la "teoria" di Benigni, il vero responsabile dell'evoluzione umana e del passaggio alla stazione eretta non è stata l'intelligenza, ma un brutale incidente domestico ante-litteram: un antenato, camminando al buio, avrebbe sbattuto il ditone del piede (l'alluce) contro una pietra. Per il dolore immane, si sarebbe alzato d'impatto su due zampe urlando... «E l'alluce fu!».

La vita quotidiana e il corpo umano: da lì in poi, il monologo si snoda tra riflessioni sul corpo umano, sull'amore, sul sesso, sulla religione e sulle bizzarrie della vita di tutti i giorni, il tutto condito dalla caratteristica energia travolgente, dall'uso del corpo e dal linguaggio fisico e irriverente tipico del primo Benigni.

Il libro è considerato una pietra miliare della comicità italiana. La genialità satirica sta nella capacità di prendere un tema filosofico e scientifico complesso (l'origine dell'uomo) e ridurlo a uno slapstick quotidiano (il dolore di uno spigolo/sasso sul dito del piede) è pura poesia comica.

Come spesso accade con Benigni, sotto la volgarità apparente o la battuta grassoccia si nasconde una profonda sensibilità lirica e una padronanza straordinaria della lingua italiana.

Rispetto al Benigni più istituzionale o "divulgatore" degli anni recenti (quello della Divina Commedia o della Costituzione), questo pezzo appartiene alla sua fase più giullaresca, dissacrante e a tratti scatologica.

In sintesi: «E l'alluce fu» è un classico intramontabile della satira italiana: un pezzo travolgente che mostra un Benigni al massimo della sua forma fisica e comica.

E adesso, per farvi respirare le atmosfere del libro, propongo due brani :

I sette vizi capitali

Il nuovo genere umano è tremendo, un maialaio: Sodoma, Gomorra, Poppea, Pompei, Cutolo, Nerone, un casino insomma non si capisce niente. Allora Dio non ci vede più, dice: “ ‘sto pianeta mi … fa veramente girar la testa! Non ci voglio più perder tempo, eh? Ora vi dico le cose che si deve fare e quelle che non si deve fare ve lo fo scrivere e non ci voglio più mettere piede. Mosé! Vieni quassù, scrivi! Allora, i dieci comandamenti … scrivi su una pietra qualsiasi. I Dieci comandamenti … i Sette vizi Capitali! I Sette vizi Capitali sono : Ira, Lussuria, Invidia, Superbia, Gola, Accidia, Avarizia … Ora Dio nella confusione del momento non si è accorto che questi Sette Vizi Capitali Lui ce li ha tutti e sette in pieno, veramente tutti e sette!

La Superbia: Io son Dio l’essere perfettissimo, potentissimo, in ogni luogo, in confronto a me Nembo Kid è un imbecille, Budda lo piglio di tacco, si faccia avanti chi se la vuol fare con me. Poi anche il nome. Gli altri dei c’hanno un nome: Giove, Budda, Allah … lui Dio! Se si chiamava con un nome più umile era più simpatico a tutti no? Che so – io sono Guido, non avrai altro Guido all’infuori di me. (…)

L’Ira! Se c’è uno che si incazza più di lui, ragazzi! (…) già all’inizio Adamo ed Eva gli presero una mela.

Eeeeh Fuori di casa mia! Te partorirai con dolore! Te lavorerai con sudore! Per una mela? Te la pago, mamma mia! Un casino! No, ora io posso anche ammettere: gli hanno preso una cosa che ci teneva. Uno se la piglia, no? Ma poi ti passaA lui non gli è ancora passata. Son duemila anni che ci fa battezzare per quella mela.

La Lussuria? Ora non voglio entrare in fatti privati, però cinque miliardi: tutti figli suoi! Lasciamo perdere.

L’Avarizia? Se c’è uno più avaro ragazzi! A parte che il suo popolo prediletto sono gli ebrei: gli ha promesso un pezzo di terra; son tremila anni, non gliela dà!

- Mosé, come ti dissi? “Promessa” t’ho mica detto “Terra data”

L’accidia! E’ proprio la pigrizia in persona, è stato un’eternità senza fare niente! Poi un giorno, sdraiato, decide di fare il mondo. E il settimo giorno: riposo! Da allora non l’ha più visto nessuno! Fosse venuto a fare un ritocco

Caino e Abele

Nella Bibbia ci sono molti misteri ma uno su tutti è sul come gli unici figli di Adamo ed Eva abbiano fatto a riprodurre e dar vita al genere umano visto che erano due maschietti

Uno era Abele, calmo, allegro, pacato

L’altro Caino, stronzo, bastardo, incazzato come una scimmia

Voce: Quando erano piccoli non c’erano grossi problemi ma quando iniziarono a crescere nacquero i primi problemi, soprattutto per Caino.

Caino si annoiava e mentre Abele era felice di essere al contatto con la natura, il primo voleva trovare una donna.

Caino iniziò a fare delle piccole provocazioni al fratello che era molto impaurito.

Caino: Abele, vieni un minuto qua, per curiosità. Scusa nel mondo c’è le cose maschili e femminili no? Sappiamo come si chiama nostro padre che è un uomo?

Abele: Adamo!

Caino: Uhm e io

Abele: Caino!

Caino: e te?

Abele: Abele

Caino: Guarda un po’, strano Adamo O, la finale dico. Caino O: Abele E femminile plurale. Non è proprio Eva A, però … ciao Abele, ci si vede.

Voce: Abele cominciò a insospettirsi e non dava mai le spalle a Caino e questo fece imbizzarrire Caino che un giorno …

Caino: Guarda, m’avete fatto uno scherzo e mi è piaciuto, mi sono divertito, però il gioco è bello quando dura poco, bisogna arrivare ad essere 5 miliardi sulla terra, tu devi esseremia moglie per forza, quindi vai a casa, mettiti un tailleurino rosa e fatti la barba che mi vergogno ad avere una moglie così.

Abele insiste che è un uomo, allora Caino non ci vede più e gli salta addosso uccidendolo.

Voce: Cainooooooooooooo

Caino: Chi è?

Voce: Diooooooooooo

Caino: io chi?

Voce: no iooooo, Diooooooo

Caino: mi scusi dottore cosa vuole?

Voce: Hai ucciso tua sorell … il tuo fratello, mi hai fatto confondere anche a me imbecille! … andrai all’infernooooo

Caino: Ce ne sono di donne?

Voce: zitto sottosviluppatooooo

BUM! Caino viene mandato all’Inferno e il diavolo contentissimo del primo cliente va ad accoglierlo.

Caino: buongiorno piacere, Caino

Diavolo: il piacere è tutto mio, Satana.

Caino: Satana A?

Diavolo: Sì, Satana

A questo punto Caino inizia a rincorrere io Diavolo e a saltargli addosso

Concludo, riportando la nota di Cesare Garboli, nella quarta di copertina:

Le domande che si fa il corpo investono la religione e la politica. I due tormentoni, le idee fisse della comicità di Benigni … Benigni parte dal basso e costruisce su bisogni elementari, con un’insistenza quasi manicomiale, una sua teologia fatta di stupori interrogativi, di sospetti di pensiero dove si riflette una pazza e vertiginosa corsa di idee in fuga … Per questa strana contraddizione che è dei veri comici , il corpo di Benigni, dovunque arrivi, con la sua sola presenza , uccide perfino il teatro, e porta vitalità e verità.

Pierantonio Pardi

Articoli dal Blog “Le pregiate penne” di Pierantonio Pardi