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Attualità domenica 09 agosto 2020 ore 15:30

​Un paese in pellegrinaggio da Maria

Per il sesto anno si rinnova la tradizione del cammino al Santuario della Madonna del Transito. Una devozione antica che risale a due secoli fa



CASTIGLION FIORENTINO — E' un legame antico quello di Castiglion Fiorentino con il Santuario della Madonna di Canoscio. Affonda le radici nel 1854 e ancora oggi è ricco di devozione. Ogni anno si rinnova la tradizione del pellegrinaggio al Santuario mariano al quale partecipano tantissimi castiglionesi, quasi l'intero paese, con in testa il sindaco Mario Agnelli. 

Nella settimana che apre la festa di Maria Assunta in Cielo in anima e corpo, il pellegrinaggio a Canoscio rappresenta un momento importante di preparazione. L'appuntamento è per martedi (11 agosto), in occasione della ricorrenza dedicata alla Madonna del Transito. 

Il pellegrinaggio, nato dalla collaborazione tra l'amministrazione comunale e il vicariato di Castiglion Fiorentino, culminerà con la Santa Messa alle 18 nel Santuario. Per la partenza da Castiglion Fiorentino il ritrovo è previsto alle 16.30 presso piazzale Garibaldi mentre per chi decide di recarsi in maniera autonoma il ritrovo è per le 17.45 presso il Santuario. Tutte le parrocchie castiglionesi hanno accolto con piacere l'iniziativa che si rinnova ogni anno nella devozione dei fedeli: sono infatti sei anni che viene organizzato questo piccolo ma significativo pellegrinaggio finalizzato a rinsaldare il rapporto nato quasi due secoli fa tra i castiglionesi e il culto della Madonna di Canoscio. L’iniziativa fa da preludio alla Santa Messa di venerdì 14 agosto (alle 19.00) presso la chiesa della Pieve di Chio.

Il legame tra Castiglion Fiorentino e il Santurario di Canoscio risale al 15 agosto del 1854 quando il rettore del convento di San Filippo a Città di Castello, Padre Luigi Piccardini, propose alla gente di costruire una basilica ritenendola più consona alla celebrazioni dei riti per onorare Maria Santissima. 

Per dar vita al suo progetto s’impegnò fin da subito con 100 scudi che depositò ai piedi dell’altare del convento. Il gesto impressionò un ignoto pellegrino castiglionese che lanciò un mezzo francescone, (moneta del tempo) e il conseguente rumore suscitò in tanti cuori l’impegno a dar vita ad una ampia raccolta di offerte. 

L’esempio del popolo castiglionese, fece si che molte altre piccole realtà emulassero il gesto. Infatti, ancora oggi, giungono presso il Santuario numerosi gruppi di pellegrini che uniscono alla fervida preghiera la piacevole visita al luogo che, per la sua collocazione sulla sommità di un colle domina tutta la vallata.



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