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Attualità venerdì 15 gennaio 2021 ore 17:15

Il "no" netto di Arci Caccia al deposito nucleare

Una forte presa di posizione con la quale il presidente provinciale Tiberini richiama l'attenzione delle altre associazioni



TREQUANDA — "Scorie nucleari sulle colline senesi? Noi non ci stiamo".

Poche parole, chiare, da parte di Arci Caccia Siena, dopo la notizia, "assunta senza il preventivo coinvolgimento della comunità e degli enti locali, di valutare la presenza sul nostro territorio di un sito individuato dal Governo come possibile sito di stoccaggio di rifiuti radioattivi" commenta il presidente provinciale Fabio Tiberini.

Arci Caccia Siena non conosce "le considerazioni ingegneristiche e geologiche che abbiano condotto i tecnici a fare questa scelta, e non ci interessano; di sicuro è mancata la partecipazione al processo decisionale della popolazione, dei rappresentanti delle istituzioni locali e sembra anche della Regione. I cittadini della Provincia di Siena, tra le Crete, la Val di Chiana e la Val d’Orcia, hanno sicuramente il diritto di sapere per quale motivo si è scelto un territorio tutelato con stringenti vincoli paesaggistici e la presenza di siti Unesco. Una ricchezza del paese, destinato alle produzioni alimentari di pregio: eccellenze come vino, olio, formaggi e bagni termali che non hanno certo bisogno di presentazioni"

I cacciatori contrasteranno questa scelta "inopportuna, in totale sintonia con i cittadini, che si stanno organizzando, con gli imprenditori agricoli, con i sindaci, che si stanno battendo con l’orgoglio di rappresentare una comunità con equi principi ambientali, che ha conservato questo paesaggio integro, contrastando inquinamento e speculazioni. Aggredire uno dei territori più “integri” della Toscana, meta turistica mondiale, è un errore economico, culturale e sociale". 

Arci Caccia Siena auspica che questa battaglia trovi l’interesse delle altre associazioni venatorie, che insieme alle associazioni agricole e ambientali, agli ATC, alle istituzioni e alla società civile, facciano sentire al Governo e al Parlamento "il nostro NO forte e chiaro. Si sappia dove stanno i cacciatori". 

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