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Cultura sabato 12 dicembre 2020 ore 15:34

​Sgarbi apre una mostra “chiusa” e scoppia un caso

Il sindaco Agnelli dona al Prof una mascherina con disegnata una capra. Il "bagno alla turca" scatena il caos



CASTIGLION FIORENTINO — Vittorio Sgarbi e Mario Agnelli tagliano il nastro di una mostra che resta chiusa. L’effetto Covid “colpisce” anche l’arte ma a Castiglion Fiorentino si reagisce nel rispetto delle regole e tuttavia senza farsi condizionare l’agenda istituzionale e della vita quotidiana, dal terrore della pandemia.
Ma ancora prima di aprire i battenti, la mostra scatena un caso che rimbalza sulle prime pagine online di tutti i quotidiani. La querelle riguarda la foto di una delle opere in esposizione dell'artista Paolo Lelli postata sul profilo facebook di Sgarbi che raffigura un bagno alla turca di colore rosso, con dipinto la mezza luna e una stella a cinque punte, oltre ai simboli della bandiera turca.
Sgarbi fa sapere di aver ricevuto "minacce e insulti", poi chiede scusa "se qualcuno si è sentito offeso da questa rappresentazione" anche se difende la libertà di espressione dell'autori. Infine, dice che valuterà il da farsi.
Da parte sua, il sindaco Mario Agnelli, che non vuole inciampare in ipotetici incidenti diplomatici, ha chiesto al critico di rimuovere l'opera dalla collezione e per ora la risposta di Sgarbi è un secco "no".
Vedremo cosa accadrà nei prossimi giorni ma certo il caso è destinato ancora a tenere banco sulle cronache nazionali. 

Tornando ai "Mille di Sgarbi", il primo cittadino di Castiglion Fiorentino con accanto l'assessore alla cultura Massimiliano Lachi, sottolinea la volontà dei castiglionesi "di uscire a testa alta da questo periodo, rispettando le regole ma senza rinunciare alla nostra volontà e creatività". Il Comune accoglie l'esposizione ma è Sgarbi insieme all’associazione culturale "Lo Stato dell'Arte” a curarne l'organizzazione.

La peculiarità è che dei Mille fanno parte molti artisti contemporanei i quali aderendo al progetto del critico d’arte, hanno la possibilità di esporre le loro opere e acquisire una visibilità che altrimenti, resterebbe solo un sogno. Tutti, invece, e tutti insieme partecipano a un progetto artistico peraltro già collaudato e di successo che quest’anno Sgarbi ha voluto “geolocalizzare” a Castiglion Fiorentino.
Perché? Non c’è solo il “gancio” dell’amicizia ormai consolidata con il sindaco Agnelli, c’è anche lo stupore del Prof quando ha saputo che Castiglioni è la città delle 50 chiese: qualcosa di unico e irripetibile.
Il critico d'arte non ha avuto dubbi e ha scelto proprio la cittadina della Valdichiana come palcoscenico naturale per un format intinerante.  
Le opere, infatti, sono esposte in tre chiese castiglionesi (Buona Morte, Santucce e San Filippo) e nelle sale della Pinacoteca nel complesso museale di Sant’Angelo al Cassero.

Oggi il taglio del nastro ideale perché la mostra resta chiusa come da disposizioni governative anti-Covid, ma il fatto di esserci e di testimoniare che l’evento è solo rimandato e si farà in una proiezione temporale diluita fino a marzo, è stato un gesto simbolico di grande valore perché indica la reazione, la resilienza di una cittadina e della sua identità alla paura che vorrebbe chiudere, oscurare, isolare.
Lo ha rimarcato il sindaco Agnelli nel suo intervento sottolineando che “Castiglion Fiorentino vuole riprendere la sua vita pur nel rispetto delle regole, ma senza rinunciare alla sua identità e a ciò che in questa fase è possibile fare”.
Un’apertura contro la chiusura. 

Una sfida culturale anzitutto, che Sgarbi raccoglie e rilancia e per una volta riesce perfino a infrangere le “sue” regole perchè accetta la mascherina che Agnelli gli dona e su un lato reca un disegno realizzato da Maria Roggi, artista castiglionese. E’ una capra: Sgarbi sorride e la indossa. 

Lucia Bigozzi
© Riproduzione riservata

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