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Attualità mercoledì 17 marzo 2021 ore 10:50

Scuola e Covid, "Situazione ormai ai limiti"

La maestra Manuela Violi lavora alla Primaria della Fratta. Colpita dal virus, racconta le difficoltà a insegnare, soprattutto alle classi prime



CORTONA — E' una maestra preoccupata. Manuela Violi, 55 anni e insegnante da sempre, racconta come si vive la scuola in questo periodo di pandemia, tra Dad, connessioni che non funzionano e tanta stanchezza, soprattutto perchè è impossibile lavorare come si vorrebbe.

Manuela abita a Castiglion Fiorentino, ha 4 figlie e tanti altri bambini, gli alunni, che ha a cuore come fossero suoi. Insegna alla scuola primaria della Fratta, nella prima classe. Ha contratto il Covid nei mesi scorsi, è stata tanto in ospedale e ancora, nonostante tutto ne porta i segni. 

"La situazione per me, come per tanti insegnanti, è davvero ai limiti - racconta Manuela - Anno corso avevo una quinta classe e già era più semplice, perchè i bambini a quell'età sono grandi, più autonomi e riescono a seguirti anche in Dad. Ma con i bambini di 6 anni è quasi impossibile l'attività scolastica, anche se siamo in classe".

In presenza, infatti, le lezioni sono faticose perchè le classi sono piccole e mantenere le distanze è difficile. I bambini si muovono, fanno fatica a tenere le mascherine, vogliono avvicinarsi ai compagni per guardare una figurina o per toccare una coccinella. Ma non solo. "Quando vanno alla lavagna, dobbiamo detergergli le mani per poter prendere il gesso; in mensa, tra le portate devono rimettere le mascherine; durante l'intervallo non sono liberi. E anche per noi insegnanti è triste vederli così - spiega la maestra - Nessun lavoro di gruppo e anche l'apprendimento non è funzionale perchè dobbiamo limitare la vicinanza. Invece i bambini hanno bisogno di essere rincuorati, hanno bisogno di una carezza e di un buffetto sulla guancia. Non vedono i nostri sorrisi a causa delle mascherine. Nemmeno i nostri occhi sorridono, perchè siamo stanchi".

Nell'ultimo anno, ci sono stati periodi in cui Manuela ha lavorato fino a 12 ore al giorno, tra lezioni, correzione compiti, contatti con i genitori, cercando di tenere le fila di tutto nonostante la lontananza. "Eppure non basta - continua Manuela -  Anche i genitori sono stressati, devono pensare al lavoro e contemporanemente seguire i figli in quelle attività che sono sempre state delegate alla scuola, soprattutto perchè non tutti i genitori sanno usare gli strumenti informatici. Le famiglie hanno problemi economici, alcune di loro mi hanno detto che non potranno far partecipare i figli alla Dad. Cosa possiamo dire o fare?".

Una scuola in grave difficoltà, dunque, "anche perchè insieme alla sanità sembrano davvero le cenerentole del nostro Paese - dice Manuela - Basta vedere gli edifici fatiscenti in cui lavoriamo, basta vedere quanti investimenti necessiterebbe il settore. Invece passano gli anni e vediamo ben poco. Anche la questione della pandemia, secondo me, poteva essere affrontata meglio. Per esempio nel periodo estivo potevano essere individuati edifici in disuso dove spostare le aule scolastiche, permettendo un maggior distanziamento. Invece ci si è limitati a misurare le aule, per vedere se il numero di bambini era compatibile con gli spazi". 

Simona Buracci
© Riproduzione riservata

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