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Attualità mercoledì 29 marzo 2017 ore 10:43

Chimet in crescita, maxi investimenti e assunzioni

Un investimento da 35 milioni di euro, 55 nuovi posti di lavoro e nuove tecnologie per il rispetto dell’ambiente, la Chimet continua a crescere



CIVITELLA IN VALDICHIANA — La Chimet, azienda specializzata in trattamento e recupero di metalli preziosi e rifiuti speciali di Civitella, annuncia l’intenzione di depositare l’istanza di valutazione di impatto ambientale presso la Regione Toscana per richiedere le modifiche impiantistiche e l’aumento quantitativo dei rifiuti da trattare.

A lavoro su questo progetto c’è un gruppo di 40 persone tra esperti e addetti ai lavori coordinati dall’ingegnere Leonardo Tognotti, professore del dipartimento di ingegneria civile e industriale dell’Università di Pisa. Il progetto prevede, da una parte, l’aumento delle quantità di rifiuti a recupero da trattare e un incremento del monte ore lavorative, dall’altra, modifiche agli impianti, introduzione di nuove tecnologie, le più avanzate presenti sul mercato, e la riorganizzazione degli spazi dedicati ai lavoratori.

Tutto questo prevede un grande investimento da 35 milioni di euro, con un aumento di dipendenti di circa 55 unità compreso l’indotto e l’uso di tecnologie che possano garantire la sicurezza ambientale.

“Un’operazione sulla quale l’azienda ha previsto un budget di investimenti di circa 35.000.000 di euro e che potrebbe portare a regime, secondo le proiezioni, a incrementi di tributi e oneri previdenziali pagati allo Stato e agli enti locali per oltre 5 milioni di euro annui”. - spiega la dirigenza dell'azienda.

Secondo Chimet questo progetto avrà importanti ricadute sia sull’ambiente, nonché l’eliminazione di qualsiasi tipo di scarico di acque reflue civili ed industriali all’esterno dello stabilimento, dopo che quelle piovane sono già del tutto recuperate, che dal punto di vista occupazione, dove è previsto l’arrivo di 20 nuovi dipendenti e la creazione di un indotto di circa 35 nuovi addetti.

Dopo la conferma della compatibilità ambientale ed il rilascio della relativa Autorizzazione Integrata Ambientale (A.I.A.), si prevedono due stralci funzionali: l’aumento degli stoccaggi passerebbe che da 335 a 1.000 tonnellate e la realizzazione del progetto definitivo, nell’arco di 5 anni dall’approvazione. Il periodo servirà per interventi impiantistici nei settori destinati al recupero di metalli preziosi e per alcune opere edilizie.

“E’ la domanda in forte aumento di recupero di metalli preziosi dai catalizzatori esausti e dalle marmitte catalitiche che ha prodotto la necessità di una ristrutturazione industriale dei settori dedicati a questa attività. Una volta a regime, Chimet potrà trattare al massimo 24.000 tonnellate di rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi. Anche all’esito di questa seconda fase è prevista la limitazione di 8.000 tonnellate di rifiuti annui alla termodistruzione” – spiegano dall’azienda.

Una volta a regime, Chimet potrà trattare al massimo 24 mila tonnellate di rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi. Anche all’esito di questa seconda fase è prevista la limitazione di 8.000 tonnellate di rifiuti annui alla termodistruzione. Chimet ha previsto anche l’installazione di un cogeneratore per produrre energia elettrica con il metano con la possibilità di teleriscaldamento per 300 abitazioni limitrofe.



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