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lunedì 25 maggio 2020

INCONTRI D'ARTE — il Blog di Riccardo Ferrucci

Riccardo Ferrucci

Riccardo Ferrucci è nato Pontedera e vive a Calcinaia. Giornalista e critico ha pubblicato numerosi volumi sul cinema e sull’arte. Tra le sue pubblicazioni “Paolo e Vittorio Taviani , la poesia del Paesaggio”, editore Gremese. Ha diretto la rivista letteraria Ghibli ed ha collaborato con importanti istituzioni pubbliche. Attualmente è funzionario della Regione Toscana.

I sogni e le utopie di Gennaro Strazzullo

di Riccardo Ferrucci - venerdì 22 maggio 2020 ore 18:27

Gennaro Strazzullo

Sogni e utopie” è stata una mostra presentata a Ponsacco che ha raccolto una selezione della produzione scultorea e dei dipinti dell’artista pontederese che, nella sua lunga carriera artistica, ha saputo penetrare nei drammi e nella solitudine dell’uomo. Le sue incisioni e le litografie, estremamente raffinate, raccontano il dramma e il vuoto della società contemporanea, mentre nei dipinti, di forte impatto coloristico, prevale una testimonianza più sognante della realtà, con contrasti di stile espressionistico e onirico.

Nelle sculture, in pietra e marmo, prevale un elemento più sognante, la realtà viene colta nei momenti più poetici, quasi un sogno ad occhi aperti sulla realtà e sui simboli eterni dell’amore e della passione. E’ una scultura che presenta anche richiami ad una classicità ed un’armonia che trova, nella pietra, il materiale privilegiato per raffigurare sogni e utopie, un desiderio di incontro e di rinascita. Nella scultura Strazzullo ha trovato lo strumento tecnico privilegiato per raccontare le sue emozioni, una scultura moderna che si richiama alla classicità. I bambini, le figure di donna, le maternità sono alcuni dei temi ricorrenti del suo viaggio poetico.

Gennaro Strazzullo è un artista schivo ed appartato, questo ha pregiudicato un successo più esteso per il suo lavoro, che raramente ha superato i confini della sua Toscana. Osservando le sue opere e le incisioni si coglie una vena poetica autentica, un modo profondo di accostarsi ai personaggi e ai luoghi della sua vita. Critici come Nicola Micieli, Dino Carlesi e Ilario Luperini hanno a più riprese sottolineato la forza e l’autenticità del suo lavoro. Strazzullo non ha mai cercato una facile strada commerciale, ma le sue opere si distinguono per rigore, armonia e profondità.

La mostra “ Sogni e utopie” è un modo per tornare ad avvicinarsi ad uno degli autori più originali e profondi che operano nel nostro territorio. Un poeta che usa la pietra e la carta per raccontare il suo mondo e i suoi sogni. Le sculture in pietra, in marmo, in travertino o i bassorilievi diventano occasioni per un personale confronto tra forma e spazio, tra sogni e paure, tra costruzioni liriche e inquietanti segnali di solitudine. Le figure di donna, i corpi abbracciati, le maternità, i nudi, i volti di bambini, le torsioni sono punti partenza per una profonda immersione nel corpo, lacerato e sezionato, frammenti di vita o sogni utopici che sembrano scontrarsi con la rigidità della pietra, con la durezza della materia.

Una lezione di stile e misura ci arriva da queste opere, dove il grido di dolore è come raggelato nella forma, trova uno stile e un’armonia interna, appare come mediato dagli strumenti del linguaggio artistico e della poesia. Ha scritto Dino Carlesi: “ Strazzullo preme su questa linea di demarcazione tra la rabbia e l’elegia, senza mai ricorrere a scenari paesaggistici e ai riposi delle “nature morte”: egli punta costantemente sull’uomo, sui suoi pensieri interni, sulle sue storie. E questi pensieri egli li scopre attraverso tecniche appropriate, stilemi funzionali al suo discorrere per simbologie, come usa la “ maniera nera”, perché la luce emerga per estrapolazione dall’iniziale buio totale e la morbidezza viva sui contrasti e la figura nasca dall’ambiguità delle ombre.”

La sua linea della semplicità ed essenzialità presuppone un mondo privo di costruzioni decorative e ornamentali, l’uomo resta solo con le sue paure, la nudità prefigura un abbandono, restare indifeso di fronte al destino e alla storia. Il percorso difficile nell’arte trova in Strazzullo uno degli interpreti più attenti, un osservatore che vuole superare la superficie delle cose per scoprire cosa si nasconde in profondità, per gettare uno sguardo dove l’ombra s’addensa e dove i destini si incrociano.

Il percorso artistico di Strazzullo, iniziato negli anni sessanta, appare segnato dal disamore e dalla disillusione, consapevole controcanto, alla vuota esaltazione di un facile progresso. Il mondo non muta, le ferite restano nel corpo e nella pietra, l’arte può soltanto raccontare questo viaggio nella disperazione e nella solitudine. I personaggi delle sue sculture sono i testimoni muti di un naufragio della civiltà, ci raccontano con gli occhi della poesia e della bellezza un’epoca di violenza e di sopraffazione, laceranti rivolte di passione.

E’ importante ricordare un autore come Strazzullo che resta uno degli autori più significativi nel panorama toscano, ma troppo frettolosamente dimenticato. Oggi l’arte segue soltanto gli autori di successo, ma non vanno dimenticati dei veri poeti come Strazzullo e, per rimanere nel territorio pisano, il pittore Roberto Gasperini , autore di assoluto rilievo, recentemente scomparso.

Riccardo Ferrucci

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