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Attualità giovedì 07 luglio 2016 ore 18:03

Il vino sempre più traino per i visitatori

Il Movimento Turismo del Vino Toscana commenta i dati turistici Irpet, città e territori della Toscana hanno accolto il maggior numero di turisti



VALDICHIANA — San Gimignano, Chianti, Montalcino, Montepulciano, Maremma, sono solo alcune delle città e dei territori che secondo il rapporto Irpet sul turismo in Toscana nel 2015 hanno accolto il maggior numero di turisti.

«Non ci siamo stupiti del rapporto presentato dalla Regione Toscana – commenta il presidente di MTV Toscana, Violante Gardini – lo diciamo da anni e i numeri ce lo confermano che il turismo legato al vino e alle eccellenze enogastronomiche è un fenomeno ormai assodato e non una novità, ma anzi proprio su queste basi occorre da parte di tutti i soggetti continuare a investire in questa direzione».

Sono sempre di più gli operatori internazionali che nel pacchetto Italia includono visite in cantina o addirittura soggiorni in tenute e agriturismi che fanno riferimento a una azienda vitivinicola.

«Intanto la bellezza e la suggestione dei territori toscani dove si produce il vino è un richiamo esclusivo di cui possiamo godere – continua Violante Gardini – inoltre nella maggior parte dei casi il vino è un traino fondamentale per far conoscere territori magari meno blasonati dal punto di vista turistico, ma che grazie alla crescita degli appassionati e dei consumatori in tutto il mondo vengono alla ribalta».

L’enoturismo in Toscana è un modello nazionale e a confermarlo è anche l’analisi che il Movimento Turismo Vino Toscana ha fatto sul XII rapporto sull’enoturismo presentato alla scorsa Bit di Milano da Città del Vino. Dei quasi 14 milioni di visitatori nelle cantine italiane nel 2015 infatti, gran parte avrebbe visitato aziende vitivinicole toscane. Per non parlare del fatturato. La stima nazionale nel 2015 è di 2,5 miliardi di euro (senza considerare l’indotto) e anche in questo caso le cantine toscane avrebbero contribuito in maniera sensibile al fenomeno dell’enoturismo.

«Per gli italiani il turismo del vino è fatto di gite di prossimità, spesso entro i 100 chilometri che, in Toscana, si concentrano nelle località e nelle denominazioni più note – continua Violante Gardini - un nuovo stile di fare enoturismo più diffuso e meno elitario di un tempo, in altre parole non riguarda più soprattutto i “wine lovers”».

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