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Attualità mercoledì 22 giugno 2016 ore 18:02

Caos caccia, sempre più allarme ungulati

A sottolinearlo è la Cia Siena che evidenzia il malcontento e la forte preoccupazioni delle aziende agricole senesi; incontro a Sinalunga



SINALUNGA — La Cia si dice preoccupata per l’emergenza ungulati che non sembra trovare una soluzione, una legge regionale sulla gestione degli ungulati ‘bloccata’ dalla Consulta e il rinvio in Consiglio Regionale del provvedimento sugli ATC con la mancata adesione delle forze dell’opposizione, alla richiesta di procedura d’urgenza che avrebbe consentito di inserire il provvedimento all’ordine del giorno del Consiglio Regionale.

Di questi temi la Cia ne parlerà il 23 giugno, alla festa del PD di Sinalunga nella serata dedicata a “La nuova Legge obiettivo”; un confronto fra agricoltura e caccia, con la presenza delle istituzioni, fra cui l’assessore regionale Marco Remaschi, l’onorevole Susanna Cenni e il presidente di Cia Toscana Luca Brunelli.

«Notiamo anche dell’incoerenza politica – sottolinea il presidente Cia Siena Luca Marcucci -; da una parte si aboliscono le Province perché troppi livelli istituzionali, con gli evidenti danni ai servizi sul territorio, senza nessun risparmio, allontanando i cittadini dalle istituzioni accentrando i poteri alla Regione. Dall’altra, secondo questa impostazione politica, la Regione taglia gli Ambiti territoriali di caccia da tre a uno per quanto riguarda Siena, andando nella logica dell’accentramento tanto agognato, ma in questo caso al Governo nazionale non va bene».

I motivi della forte preoccupazione della Cia sulla Legge obiettivo (straordinaria ad hoc) per fronteggiare la sovrappopolazione di ungulati nella nostra regione, sono stati illustrati in una dettagliata lettera all’assessore regionale all’agricoltura Marco Remaschi.

“Chiediamo – dice la Cia senese con la Cia Toscana - alla Regione Toscana il massimo sforzo per scongiurare questa ipotesi, che determinerebbe un aumento dei danni alle produzioni ed alle imprese agricole e, sul piano politico, il naufragio di una iniziativa legislativa perseguita con determinazione dalla Giunta Regionale, con il conseguente ritorno ad un caos normativo e gestionale difficilmente recuperabile”.

Secondo la Cia non c’è tempo da perdere per la risoluzione di un problema annoso che ha sempre visto la Confederazione in prima fila. “Intanto serve l’immediata attivazione, a pianificazione faunistica vigente, di tutti gli interventi previsti dalla Legge Obiettivo, con lo scopo di avviare da subito l’azione di contenimento degli ungulati e di mantenere gli impegni previsti nella prima annualità di applicazione della Legge.

Per la Cia Siena la priorità assoluta deve essere data all’immediata attivazione degli interventi di prelievo previsti dalla Legge, sulla base della classificazione attuale dei territori e degli istituti e in attesa della definizione dei Piani di gestione delle varie specie e della connessa identificazione dei nuovi territori vocati e non vocati. 

L’impostazione dei nuovi strumenti di pianificazione faunistica – secondo la Cia senese -, in un quadro istituzionale e normativo radicalmente mutato richiede, infatti, un percorso di approfondimento e condivisione i cui tempi, per quanto celeri possano essere, rischiano comunque di risultare incompatibili con l’urgenza delle azioni di prelievo faunistico finalizzato al contenimento degli ungulati.

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