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Attualità mercoledì 23 giugno 2021 ore 11:58

Emergenza urgenza, è ancora carenza di medici

I sindaci dei dieci Comuni dell'Unione della Valdichiana Senese chiedono maggior coinvolgimento sui percorsi gestiti dalla Asl



SARTEANO — “La battaglia per garantire il servizio di emergenza urgenza sul territorio della Valdichiana Senese è, da sempre, incessante, con noi sindaci in prima linea a fianco di medici e infermieri a fare da pungolo alla Regione e all’Azienda a tutela della salute dei cittadini”. Tornano così sul tema dell’Emergenza Urgenza i Sindaci dei dieci Comuni dell’Unione della Valdichiana Senese a fronte delle criticità che sta attraversando il servizio, a causa della carenza di personale medico su tutto il territorio nazionale e regionale e che non risparmia neanche l’area in questione.

“In stretto contatto, in questi giorni più che mai, con l’Assessore al diritto alla salute e sanità della Regione Toscana, Simone Bezzini, il Direttore Generale dell’Azienda USL Toscana Sud Est, Antonio D’Urso, la Direttrice Sanitaria dell’Azienda Usl Toscana sud est, Simona Dei e il Presidente Nazionale dell’Ordine dei Medici, Roberto Monaco, si può semplificare il complesso quadro riassumendo che il problema è duplice: la carenza sempre più accentuata del profilo professionale del medico (in ogni ambito ma maggiormente sull’emergenza urgenza) e un modello organizzativo del servizio che, a tutti i livelli, (comunitario, nazionale e anche regionale) si basa sempre più sulla figura del l’infermiere. Fanno eccezione alcune aree del Senese e poche altre” affermano i Sindaci dei dieci Comuni (Cetona, Chianciano Terme, Chiusi, Montepulciano, San Casciano dei Bagni, Sarteano, Sinalunga, Torrita di Siena, Pienza e Trequanda).

“Obiettivo nostro - proseguono i Sindaci - come Sindaci della Valdichiana, è mantenere questa eccezione: un servizio di Emergenza Urgenza incentrato sulla figura del medico, affiancato da quella dell’infermiere. Posizione che ci rendiamo conto essere contro corrente, ma che reputiamo virtuosa, radicata nei nostri territori, grazie ad un rapporto fra istituzioni e medici che ha da sempre dato ottimi risultati e, per questo, in ogni modo da non abbandonare”.

“D’altro canto, sarebbe miope non capire e non condividere con i cittadini lo stato di criticità all’intero del quale si trova ad operare chi deve organizzare adesso il servizio. Questi sono i numeri degli equipaggi di Emergenza Urgenza su cui l’Azienda Usl può contare nelle tre province di Arezzo, Grosseto e Siena, comunicati durante la Commissione sanità della Regione Toscana lo scorso 14 giugno: la provincia di Arezzo necessita di 40 equipaggi e ne ha 20. Quella di Grosseto su 49 ne ha 35. Quella di Siena su 63 ne ha 46. Numeri drammatici e che, purtroppo, sono in linea con quelli del resto della Regione e anche con quelli a livello nazionale - affermano i Sindaci.

“Di fronte a questo quadro, dovuto ad una programmazione nazionale assolutamente deficitaria e da dover correggere con ogni mezzo al più presto, sono tre le richieste che come Sindaci della Valdichiana stiamo ponendo con forza e da tempo all’attenzione dell’Azienda Usl Toscana sud est e della Regione Toscana sul tema Emergenza Urgenza: mantenimento dell’attuale organizzazione e dei tre presidi di Nottola, Sarteano e Sinalunga; pretesa da parte dell’Azienda USL Toscana Sud Est di un quadro chiaro e di un aggiornamento costante sul servizio in Valdichiana che parta, indiscutibilmente, dal presidio dei PET più distanti dagli ospedali; pretendere dalla Regione Toscana che, oltre alle strade già in essere (percorsi formativi per medici non specializzati, uso di professionalità Covid, reperimento di specializzandi presso le Università) vengano messe in campo ulteriori azioni per il reperimento, o assunzione, di medici di Emergenza Urgenza con maggiore certezza sui tempi di risoluzione dello stato di criticità. Sono questi i punti che, come Sindaci della Valdichiana Senese, abbiamo sottoposto all’Assessore regionale, al Direttore dell’Azienda USL e al Presidente Nazionale dell’Ordine dei Medici, insieme anche alla richiesta di un incontro, per avere risposte da condividere con le comunità che siamo stati chiamati a rappresentare” - concludono i dieci Sindaci.

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