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Attualità giovedì 18 giugno 2015 ore 10:35

Ripa d’Orcia, un patrimonio chiuso al pubblico

Ripa Amena

Ripa d’Orcia è un piccolo borgo percorso da una pubblica via dalla quale si gode la vista dell'abitato medievale, ma da 21 anni è chiuso al pubblico



CASTIGLIONE D'ORCIA — L’indicazione più antica dell’esistenza di un abitato risale al 1271 anno nel quale venne inviato da Siena un giusdicente minore, tale Salimei.

Nel 1484 entrarono in possesso del complesso la famiglia Piccolomini del ramo dei Carli a cui in seguito si aggiunsero i rami dei Clementini e dei Febi. Da qui nel corso dei secoli il castello e il borgo sono stati oggetto di concessioni, battaglie, conquiste e fortificazioni, fino ad arrivare ai giorni nostri.

Attualmente, un luogo così ricco di storia e bellezza architettonica dovrebbe essere accessibile a tutti e invece da circa 21 anni il castello e il borgo sono chiusi al pubblico e nonostante sia percorso da una strada comunale è stato impedito l’accesso a turisti e a camminatori, ad eccezione però di un pubblico pagante, clienti della struttura di ristorazione ristrutturata nel 1990.

Ad accogliere turisti e camminatori quindi una serie di cancelli, recinzioni, lucchetti e cartelli di divieto, per un bene che dovrebbe essere, per il suo interesse storico-artistico paesaggistico, posto in area Unesco sulla base della norma nazionale sugli edifici notificati e della delibera del comune di Castiglione d'Orcia del 2012, aperto ed accessibile a tutti.

Che la situazione sia al limite del paradosso è emersa subito leggendo i commenti lasciati dai turisti, ospiti della struttura, in noto sito di recensioni turistiche, i quali hanno denunciato lo stato della struttura e il comportamento ostile, maleducate e arrogante dei proprietari, senza tenere conto della gestione, ricca di regole restrittive e assurde utili solo a far scappare i clienti.

Sos Quercia delle Checche, il gruppo nato su facebook con lo scopo di tutelare il territorio e le sue bellezze, su indicazione del gruppo Amici del Trekking di Montepulciano, si è fatto portavoce della situazione della frazione, del fatto che le visite siano consentite solo a pagamento e su come sono state realizzate certe opere edilizie in una zona panoramica e paesaggistica come la piccola frazione. Il gruppo facebook ha sollevato la questione al sindaco di Castiglion d’Orcia Claudio Galletti, alla soprintendenza per i beni architettonici e per il paesaggio di Siena e Grosseto Arch. Anna Di Bene e al prefetto di Siena dott. Renato Saccone.

In data 1 Giugno i rappresentanti del gruppo hanno incontrato il sindaco Galletti, il quale li ha assicurati che si impegnerà a far rispettare l'ordinanza che fissala nel 2010, ovvero l'apertura del cancello per consentire la percorribilità della pubblica via, anche se ancora non ha avuto nessun seguito. Giunti però ormai alla metà di Giugno, il gruppo non ha ancora avuto un riscontro e desidera formalizzare la richiesta di chiarimenti alla luce di quello che è emerso, in particolare il gruppo chiedere di poter accedere agli atti amministrativi che sono stati prodotti e che consentono a cittadini e turisti di accedere alla pubblica via che percorre il Borgo di Ripa d’Orcia, oggi preclusa da cancelli e divieti. A quali tutele è sottoposto il Borgo di Ripa d’Orcia se il cancello realizzato all’entrata e le altre realizzazioni (piscina e solarium) sono state oggetto di autorizzazione e concessione edilizia e infine se le somministrazioni di pasti e degustazioni di vini sono state connotate come attività di pubblico esercizio.

“In Valdorcia, – dice Nicoletta Innocenti del gruppo Sos Quercia delle Checche – area Patrimonio UNESCO, non esiste castello, villa o fattoria storica notificata che sia preclusa alla fruibilità pubblica, nei modi e nelle forme convenute. Ad esempio La Foce, Chiarentana, Spedaletto, la Contea del Vivo, Poggio alle Mura non solo non sono presenti cartelli sgarbati di divieto, non solo non vieni aggredito verbalmente se ti rivolgi ai proprietari con richieste di visita o informazioni ma vieni accolto in taluni casi o semplicemente puoi accedere per la visita”.

Invece a quanto pare i titolari della struttura non intendono far visitare il borgo dal solo punto di vista turistico, castello a loro dire conservato con il solo impegno economico e lavorativo della famiglia proprietaria. Il problema però, sempre stando ai commenti raccolti, anche chi paga per la visita non è accolto nel migliore dei modi, tanto da consigliare di non andare a Ripa d’Orcia, e ciò costituisce senz’altro un danno di immagine per l’intero territorio della Valdorcia


© Riproduzione riservata


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