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Attualità lunedì 12 settembre 2016 ore 09:42

Contignano trionfa ancora al Palio del Bigonzo

Quinta vittoria consecutiva per la contrada che ha sempre dominato da quando è stata ammessa al Palio del Bigonzo di Radicofani, Contignano



RADICOFANI — La gara si è svolta davanti un pubblico foltissimo ed è stata combattuta più del solito, con Castelmorro che è arrivata in seconda posizione, distanziata di poco. Pur avendo condotto una corsa di testa, il netto predominio della doppia coppia di Contignano comincia a vacillare, complice l’apertura a corridori non residenti, senza penalizzazioni. Per le prossime edizioni, la sfida è aperta. 

La giornata è stata lunga, con il corteo storico che fin dal mattino ha iniziato a percorre il centro partendo dalla Porta a piedi. A seguire la santa messa nella chiesa di San Pietro, quindi la presentazione del drappellone dipinto da Paola Imposimato e la benedizione. Nel pomeriggio, si è svolta la gara di tiro con l’arco, vinta da Castelmorro, che ha determinato una posizione favorevole in partenza a quest’ultima, anche se non sufficiente a garantirne il successo. L’esibizione del gruppo sbandieratori e musici, e il calcolo del peso dei bigonzi (tutti devono avere la stessa zavorra) hanno anticipato la corsa. La festa si è chiusa con le cene nelle contrade. Per l’intera giornata è stata attivata una sottoscrizione a premi, a favore della popolazione colpita dal recente terremoto.

In gara sono state coinvolte due coppie di atleti, ciascuna delle quali ha percorso circa 300 metri nel centro storico, trasportando il bigonzo con un barellino. I vincitori della contrada biancorossa sono Francesco Taormina, Antonino Taormina, Michele Taormina, Alessandro De Luca. Al secondo posto si sono classificati Libero Silvestri, Francesco Caporali, Andrea Martire, Andrea Mangiavacchi.

Il Palio del bigonzo, arrivato all’undicesima edizione, recupera il culto della Madonna delle vigne, festeggiata l'8 settembre. Come per le contrade, dunque, anche la festa esprime radici antiche, legate al vino. Va ad Alfredo Rossi e al centro Auser il merito di averle riscoperte, pensando a un evento che poi è stato ideato da tre appassionati di storia locale: Renato Magi, Giovanni Fatini e Fausto Cecconi, su incarico del Comune. Poi c’è stata la passione dei cittadini a fare il resto, con tanti giovani protagonisti. Tra questi, l’attuale sindaco Francesco Fabbrizzi e il consigliere comunale Giacomo Meloni, animatore del gruppo. Quanto al legame con il vino, nessuna sorpresa: a Radicofani, sino agli anni Cinquanta, qui se ne producevano tremila ettolitri. Lo statuto del 1441 ci dice che i quattro borghi, a un certo punto dell'estate, pagavano delle guardie campestri che si trasferivano nella valle delle vigne a monitorare i grappoli che si sarebbero raccolti. Proprio in questa valle i Radicofanesi vollero la costruzione di un piccolo santuario dedicato alla Madonna delle vigne, a protezione del loro tesoro. 

Un legame che riemerge grazie a un corsa particolare, effettuata trasportando il contenitore dell’uva usato durante la vendemmia. L’avvincente competizione sarà visibile per intero sul maxi schermo che sarà posizionato in piazza San Pietro, punto di arrivo.



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