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Attualità lunedì 14 settembre 2015 ore 10:31

Invincibile Contignano vince il Palio del Bigonzo

Ha iniziato a gareggiare quattro anni fa, e da allora non ha mai perso, Contignano, riferimenta alla frazione di Radicofani, si conferma invincibile



RADICOFANI — I biancorossi del castello valdorciano, che partivano un paio di metri dietro a Borgo Maggiore, dopo pochi metri erano già in testa. Si è trattata di una gara giostrata, che alla fine ha visto arrivare, come in fila indiana dietro ai vincitori, Borgo Maggiore, Bonmigliaccio, Castelmorro e Castello.

Lungo il percorso di 350 metri, in salita, nella via principale di Radicofani, due coppie di corridori si sono alternate nello sforzo di condurre in gran velocità un barellino in legno, contenente un antico bigoncio (chiamato localmente bigonzo) pesante una ventina di chili, ottenuti grazie a una zavorra. I vincitori rispondono al nome di Francesco, Antonino e Michele Taormina, tre fratelli molto dotati, cui si è aggiunto Giacomo Costa. Questi i corridori delle altre contrade. Borgo Maggiore: Ygor del Grasso, Filippo Goracci, Gregorio Zaccari, Cristiano Mucciarelli; Bonmigliaccio: Nicola Giomarelli, Lorenzo Peruzzi, Massimiliano Caluso, Gioele Benigni; Castelmorro: Riccardo Nocchi, Emiliano Giuliacci, Leonardo Rossi, Tommaso Fabbrizzi; Castello: Ivo Contorni, Silvio Carli, Alessandro Casali, Andrea Nottoli.

La corsa è stata seguita da un folto pubblico, nonostante un tempo capriccioso che ha sconvolto il programma della giornata. Si è comunque svolta la gara pomeridiana di tiro con l’arco, il cui risultato ha determinato le penalità in partenza, definite calcolando anche i bonus aggiudicati alle contrade che schieravano corridori residenti a Radicofani.

Il drappellone, dedicato a Ghino di Tacco, è stato dipinto dal senese Renzo Pratesi, con elementi scolpiti in legno inseriti sul panno, mentre nel retro è stata stampata una poesia dedicata alla Valdorcia. E in occasione dei dieci anni della manifestazione, per l’intera giornata di ieri era a disposizione la cartolina con annullo speciale raffigurante Radicofani, realizzata da Poste italiane.

Il Palio di Radicofani offre lo spettacolo di circa centoventi figuranti (sindaco Francesco Fabbrizzi compreso), l’emulazione di combattimenti, sbandieratori. Il tentativo di ricerca filologica è evidente: i costumi sono quelli che si indossavano ai tempi di Ghino di Tacco (fine Duecento, inizi del Trecento), i nomi delle contrade sono quelli degli antichi insediamenti, in parte oggi distrutti, mentre il bigonzo simboleggia devozione per la Madonna delle vigne (che si festeggia l’8 settembre), legata alla copiosa produzione vinicola locale del passato. Dopo la gara, tutti si sono rifugiati nei ristoranti delle contrade, per festeggiare la vittoria o recriminare sulla sconfitta.


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