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Spettacoli martedì 13 luglio 2021 ore 14:15

Castiglioni spegne le luci e accende il proiettore

Massimiliano Lachi, assessore alla Cultura di Castiglion Fiorentino

Settimana dedicata alla settima arte. Al Teatro "Spina" il documentario italo-francese "Dove danzeremo domani?" che riporta al tempo della Guerra



CASTIGLION FIORENTINO — Castiglion Fiorentino è sempre più la patria toscana del grande cinema. Quella appena aperta sarà una settimana interamente dedicata alla settima arte.

Dopo la proiezione di questa sera al Teatro Spina del docufilm “La grande staffetta” con e per Alex Zanardi, sempre al Teatro Spina alle ore 20,45, verrà proiettato il documentario “ DOVE Danzeremo domani?”, produzione italo-francese, per la regia di Audrey Gordon.

Il documentario racconta l’occupazione dell'esercito italiano di una decina di comuni francesi nel sud-est della Francia. Siamo nel novembre del 1942. Nelle Alpi, migliaia di ebrei si rifugiano in queste zone italiane. Si crea un'oasi di pace, al sicuro dai nazisti e da Vichy... fino all'8 settembre 1943. Di fronte all'arrivo dei tedeschi, i soldati italiani fuggono con gli ebrei attraverso le montagne, un esodo pieno di insidie. 

Grazie a lettere, a memorie e a straordinarie fotografie private, questo documentario ripercorre questi eventi attraverso la storia d'amore tra Rima Dridso Levin, un'ebrea russa, e Federico Strobino, un ufficiale italiano.
“Non mi ricordo da quando sono stata convinta di essere italiana. Forse dal momento che mio nonno mi ha raccontato la sua storia all’orecchio, trentatré anni fa… Durante la guerra mio nonno Simon Gordon era rifugiato nella zona italiana, in un piccolo villaggio delle Alpi. Siccome era ebreo e membro della Resistenza, era ricercato dai tedeschi. Un giorno, è in treno. Il treno entra nella stazione di Aix-les-Bains. Al binario ci sono decine di poliziotti pronti per un rastrellamento...Lo sguardo di mio nonno incrocia quello di un ufficiale italiano che capisce il pericolo. Senza dire una parola quest’ultimo prende due soldati italiani che afferrano Simon e gli fanno attraversare la stazione, facendolo passare per prigioniero. Una volta all’esterno l’ufficiale rilascia mio nonno, a cui ha appena salvato la vita, e gli sussurra: ‘Ora, corri!’. Ecco perché ho deciso di far rivivere questa storia dell’occupazione italiana a modo mio. Dapprima avevo immaginato una sceneggiatura di finzione, poi ho incontrato la scrittrice Danielle Baudot-Laksine e quando le ho raccontato la mia sceneggiatura, ha sorriso e mi ha detto: ‘questa storia è davvero esistita e ho tutte le lettere d’amore’. Ho scelto di raccontare la relazione tra gli italiani e gli ebrei durante l’occupazione italiana attraverso una storia d'amore...quella di Rima e Federico, sopravvissuti all'orrore di una guerra”  - dichiara la regista Audrey Gordon.

“Abbiamo sempre dimostrato con le nostre iniziative di ritenere centrale la conoscenza e la memoria dei tragici fatti della nostra storia contemporanea” - conclude l’assessore alla Cultura, Massimiliano Lachi.

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