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lunedì 16 dicembre 2019

Attualità lunedì 24 luglio 2017 ore 10:12

I saldi estivi proseguono con lentezza

Dopo una partenza brillante e due settimane di buone vendite, adesso i saldi estivi procedono a rilento secondo un monitoraggio della Confcommercio



VALDICHIANA — La gente ha comprato ciò che gli serviva, prodotti che magari puntava da tempo, poi si è fermata e l’acquisto d’impulso è ormai un fenomeno marginale negli ultimi tempi. 

"Così, nei casi più positivi i negozi registrano un andamento degli affari in linea a quello dello scorso anno, altrimenti una flessione media intorno al 3%" - spiega la vicedirettrice della Confcommercio aretina Catiuscia Fei.

I risultati migliori sono arrivati in genere in coincidenza con gli eventi di animazione che hanno toccato più o meno tutti i centri più importanti. 

“Forse c’è ancora bisogno di creare intorno allo shopping un’atmosfera di festa che infonda serenità ai consumatori, che altrimenti sono ancora timorosi del futuro” - commenta la vicedirettrice della Confcommercio.

Molti commercianti lamentano la mancanza dei turisti, quelli stranieri soprattutto, che nelle estati scorse contribuivano a tenere in alto le vendite a saldo. Qualcuno dà la colpa anche al grande caldo di questi giorni, che di sicuro ha spinto molti a preferire le destinazioni balneari rispetto alle città d’arte dell’entroterra come le nostre. E anche i turisti che sono arrivati, sembra che di giorno preferiscano stare a bordo piscina piuttosto che passeggiare per le strade del centro.

"Nel cortonese si sente la mancanza degli americani, che quest’anno hanno disertato l’Europa per motivi legati alla politica e al terrorismo internazionale, confermando il trend negativo degli ultimi anni" - presegue Confcommercio.

“La componente del turismo ha sempre avuto un peso sulla bilancia dei saldi estivi, soprattutto nei centri principali, ma il lento affievolirsi delle vendite dopo le prime due settimane è comunque fisiologico. Preoccupante, semmai, è il fatto che diversi negozianti si sentono chiedere dai residenti sconti ancora maggiori rispetto al -30 o -50% applicato sul cartellino. Un dato che si può leggere in due modi. Da una parte denota ancora paura o difficoltà a spendere, ma dall’altra significa che alcuni consumatori stanno perdendo di vista il rapporto reale tra qualità e prezzo. Forse ci sarebbe bisogno di fermarsi e fare il punto su un mercato ancora troppo drogato da sconti e promozioni tutto l’anno” - continua e conclude la vicedirettrice della Confcommercio aretina Catiuscia Fei.



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