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Attualità venerdì 26 maggio 2017 ore 17:30

Cittadini della Valdichiana in buona salute

A Siena focus sullo stato di salute del territorio con i professionisti di USL Toscana sud est, amministratori, sindacati, associazioni e volontariato



VALDICHIANA — I dati presentati durante l'incontro dal titolo “Tessere i territori”, la campagna di ascolto e confronto promossa dall’ASL Toscana sud est, rivelano che i 121.500 abitanti dei quindici comuni della zona senese (Asciano, Buonconvento, Castellina in Chianti, Castelnuovo Berardenga, Chiusdino, Gaiole in Chianti, Montalcino, Monteriggioni, Monteroni d'Arbia, Monticiano, Murlo, Radda in Chianti, Rapolano Terme, Siena, Sovicille) sono in buono stato di salute generale con una speranza di vita che supera 85 anni per le donne e 81 per gli uomini. 

Per quanto riguarda le malattie croniche, in particolare per la popolazione femminile, si rilevano due fattori di criticità: l’alta prevalenza della cardiopatia ischemica e l’aumento della mortalità per tumore al polmone, causata dal fumo. Per la salute della donna è anche da sorvegliare e migliorare il tasso di adesione allo screening mammografico, mentre per entrambi i sessi risulta alto il tasso di ospedalizzazione per i disturbi mentali. Per quanto riguarda l’aspetto economico-sociale, la Zona Senese si segnala per il reddito imponibile medio più alto (22500 euro circa) di tutta la nostra regione e per un tasso di disoccupazione tra i più bassi, mentre dal punto di vista demografico ha un’alta percentuale di stranieri residenti (113, 12 per mille). Buono è il tasso di natalità (7, 81 per mille residenti) che risulta superiore alla media rilevata nel territorio dell’AUSL Toscana sud est (7,13).

“La cura delle persone affette da patologie croniche - ha affermato Enrico Desideri, direttore generale dell’AUSL Toscana sud est - come diabete, scompenso cardiaco, malattie renali e respiratorie ecc., che assorbono circa l’85% delle risorse con alti tassi di ospedalizzazione, deve trovare una risposta efficace nel raccordo ospedale-territorio. Medici di medicina generale ‘esperti’ della patologie e specialisti ospedalieri condividono il piano di cura individuale evitando che il paziente faccia la spola fra un ambulatorio e l’altro”. 

Desideri ha anche affrontato il tema delle liste di attesa “che non si riducono aumentando l’offerta ma organizzandola in modo radicalmente diverso”. “Stiamo lavorando ad un sistema che prevede diversi canali per i controlli e le prime visite, introducendo anche le classi di priorità a seconda dell’urgenza dell’esame da fare. L’obiettivo finale è far sì che ‘dove si prescrive si prenota’”.

Sullo stessa lunghezza d’onda le parole del prof. Ranuccio Nuti, pro-rettore dell’Ateneo senese con delega alla Sanità e direttore del Dipartimento di Medicina interna al Policlinico Santa Maria alle Scotte. 

L’Università di Siena gioca già un ruolo importante nell’integrazione fra sanità ospedaliera e territoriale favorendo la formazione dei propri studenti di Medicina e degli specializzandi anche negli ospedali di Arezzo, Grosseto, Campostaggia e Nottola. Inoltre il nostro Ateneo è stato di recente protagonista di un accordo regionale che prevede l’erogazione di importanti risorse finanziarie per il reclutamento di personale, la formazione e la ricerca rivolti a garantire i livelli di assistenza sanitaria”.

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