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Attualità martedì 18 ottobre 2016 ore 12:51

L’utopia del borgo-salotto diventa realtà

Un belvedere con tavoli e poltroncine in ferro battuto, un bagno pubblico rivestito con un lussuoso mosaico, a Castelmuzio le utopie diventamo realtà



TREQUANDA — È l’utopia che diventa realtà, che sfida pericoli come il vandalismo, l’abitudine al degrado, o la rassegnazione alla mediocrità per tutti gli aspetti della cosa pubblica, fino all’abbandono di un senso estetico per qualsiasi opera pubblica. La realizzazioni sono intrise di eleganza, ma non sono fine a se stesse: esprimono un valore ben più alto. 

“Sembra che l’utopia – commenta il sindaco di Trequanda Roberto Machetti – abbia vinto su tutti gli aspetti negativi della nostra epoca, grazie a una comunità coesa: un piccolo borgo, una frazione del nostro Comune che sta dando un esempio alto, che in una grande città non sarebbe nemmeno pensabile”.

Nel corso del programma di iniziative per celebrare l’Olio Novo locale, domenica scorsa, dopo un gioco dell’oca vivente che ha coinvolto tanti bambini, è avvenuto il taglio del nastro. La più celebre azienda di mosaici, Bisazza, ha regalato i rivestimenti, poi è stata una gara tra professionisti e aziende locali per realizzare le opere, per raggiungere tutti insieme un obiettivo molto più alto: l’amore per il bello, per la cosa pubblica. In un cartello, oltre ai nomi di chi ha realizzato l’opera, si legge: “Questo bagno è come il bagno di casa nostra. È casa nostra. Tu che entri sei ospite e benvenuto: rispettalo e lascialo come lasceresti quello di casa tua. Grazie a nome di tutti i cittadini di Castelmuzio Borgo Salotto”.

Intorno alla bella intuizione di “borgo salotto” sta per nascere un’associazione ma, ancora di più, si sta consolidando uno stile di vita che è assai simile a quello di Petroio o di Trequanda: qui c’è l’amore per la propria terra e i propri valori, in un momento in cui si parla di fusioni di Comuni e nel quale la ragione suggerirebbe – forse a torto - di andarsene verso una grande città. 

A Castelmuzio si vince la battaglia del proprio diritto a esistere con la fantasia, l’amore, il sogno, i progetti, la memoria e la stessa festa dell’olio, la cooperativa di produttori, uno spaccio di filiera corta, la coesistenza con artigiani e artisti qui come nelle altre frazioni, il richiamo di grani nomi che qui scelgono di vivere, danno il senso di una vitalità che è anche economica e culturale.

“Qui c’è voglia di domani – chiosa il sindaco Machetti – di un mondo di valori diversi dall’egoismo, dall’individualismo, dalla ricerca del denaro. A noi basta la bellezza”.


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