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Attualità domenica 10 settembre 2023 ore 11:25

I piccoli borghi conquistano 3 italiani su 4

borgo toscano

Il turismo lento ha portato i visitatori nei centri al di fuori dai flussi più frequentati alla ricerca di natura, paesaggio, cultura, tipicità



TOSCANA — L'estate 2023 ha visto tre italiani su quattro (il 72%) scegliere di visitare uno dei circa 5.500 piccoli borghi presenti nel Bel Paese per godere a ritmi lenti e sostenibili del loro patrimonio naturale, paesaggistico, culturale e artistico: il dato arriva da un bilancio Coldiretti/Ixe’ sull’estate degli italiani reso noto in occasione del XV Festival nazionale dei borghi più belli d’Italia svoltosi a Lucignano.

Le aree rurali sono scelte sia come meta turistica vera e propria che come destinazione di gite spinte fra l'altro dal caldo di Settembre, in un fenomeno favorito anche dalla diffusione capillare in Italia dei piccoli centri: i Comuni sotto i 5mila abitanti ospitano il 16,5% della popolazione nazionale ma rappresentano il 54% dell’intera superficie italiana secondo un’analisi Coldiretti su dati Istat, con ampi margini di accoglienza residenziale.

A garantire l’ospitalità nei borghi è soprattutto una rete composta dalle 25.400 aziende agrituristiche italiane, che sono in grado di offrire un potenziale di più di 294mila posti letto e 532mila coperti per il ristoro secondo Terranostra e Campagna Amica. La capacità di mantenere inalterate le tradizioni enogastronomiche nel tempo è la qualità più apprezzata dagli ospiti degli agriturismi.

“La vacanza nei piccoli borghi, da sempre fortemente caratterizzati dalla presenza dell’agricoltura, rappresenta un esempio di turismo sostenibile prezioso per il sistema Paese che, se adeguatamente valorizzato, può diventare una risorsa strategica per il rilancio economico e occupazionale”, afferma il presidente di Coldiretti Ettore Prandini nel sottolineare in si tratta di “un paesaggio delle aree interne è fortemente segnato dalle produzioni agricole, dalle dolci colline pettinate dai vigneti agli ulivi secolari, dai casali in pianura alle malghe di montagna, dai verdi pascoli ai terrazzamenti fioriti, che contrastano il degrado ed il dissesto idrogeologico”. 


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