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Smart working: come i toscani si sono adeguati alle nuove modalità di lavoro

Anche in Toscana, così come nel resto d'Italia, lo smart working sta diventando sempre più diffuso e sembra che questa nuova modalità di lavoro agile continuerà ad essere adottata da molte aziende anche in futuro. 



TOSCANA — Se l'anno scorso in moltissimi si sono dovuti adeguare repentinamente al lavoro da casa, in quanto impossibilitati a recarsi in ufficio per via del lockdown, adesso la situazione è meno critica. In Toscana la maggior parte delle aziende ha ripreso la propria attività a pieno regime o quasi, eppure sono ancora moltissimi i dipendenti che continuano a portare avanti il proprio impiego da casa. Questo perché, dopo le prime difficoltà, gli stessi impiegati si sono resi conto che dopotutto lavorare in smart working non era poi così male. Le aziende, dal canto loro, hanno meno problemi a livello di organizzazione e gestione dunque hanno accolto con piacere il desiderio dei propri dipendenti di lavorare da casa.

Smart working: come si sono organizzati i toscani

Abbiamo chiesto ad alcuni toscani come sono riusciti ad entrare in sintonia con queste nuove modalità di lavoro e cosa ne pensano, adesso che ormai è passato quasi un anno.

La riorganizzazione della casa: l'aspetto più complicato

Quasi tutti i dipendenti toscani che si sono trovati di punto in bianco a lavorare in smart working hanno avuto una difficoltà iniziale: riuscire a ritagliarsi uno spazio in casa per portare avanti le proprie mansioni indisturbati. I più fortunati avevano già una stanza libera a disposizione e si sono dovuti preoccupare solamente di acquistare il necessario: sedie e poltrone per un ufficio comodo, scrivania e poco altro. Gli altri invece hanno dovuto trovare una postazione di lavoro improvvisata, in salotto o in camera da letto. Quasi tutti però hanno acquistato ciò di cui avevano bisogno online e questa si è rivelata una comodità non da poco.

Adesso che è ormai passato quasi un anno dal primo lockdown, la maggior parte dei dipendenti si è detta favorevole allo smart working e non vedrebbe di buon occhio il ritorno in azienda. Dopotutto, significherebbe aver speso soldi ed energie per riorganizzare la casa inutilmente.

La convivenza con il resto della famiglia

Un altro aspetto che i toscani si sono trovati a dover gestire durante lo smart working è stata la convivenza con il resto della famiglia. Se infatti oggi bambini e ragazzi sono tornati a scuola, durante la quarantena erano tutti in casa e per molti non è stato facile riuscire a conciliare il lavoro con tutto il resto. Anche in tal caso tuttavia, è bastato un breve periodo di assestamento per trovare il giusto equilibrio.

Lo smart working in Toscana: soluzione momentanea o tendenza destinata a proseguire?

Adesso viene da chiedersi cosa abbiano intenzione di fare le aziende. Se infatti l'anno scorso lo smart working era una scelta obbligata, oggi le cose stanno cambiando e si potrebbe tornare ad una pseudo normalità. Sembra tuttavia che non siano solo i dipendenti ad apprezzare questa nuova modalità di lavoro e le stesse imprese siano favorevoli a proseguire su questa strada. Vedremo nei prossimi mesi se sarà davvero così. 

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