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Attualità giovedì 03 settembre 2015 ore 09:55

Sanità, qualità della vita guardando ai giovani

Focus sull’attività 2014 del Garante per l’infanzia e l’adolescenza e del Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà



FIRENZE — Due istantanee presentate in commissione Sanità e politiche sociali, presieduta da Stefano Scaramelli (Pd), che sottolineano le luci e le ombre del pianeta giovani e di quello delle carceri.

I commissari si sono concentrati sulla condizione socio-educativa elaborata dall’istituto degli Innocenti e sulle pratiche trattate e sulle diverse forme di affidamento. Una panoramica che, anche nella nostra regione, segue il trend negativo della percentuale di minorenni rispetto alla popolazione: il 15% in Toscana, il 17% in Italia.

Nel corso del dibattito i consiglieri si sono soffermati sulla necessità di lavorare sulla cultura genitoriale, sui consultori per i giovani, passando per la promozione di stili di vita sani e positivi, e l’investimento nell’educazione, guardando a linee omogenee nella presa in carico dei minori.

“Non ci può essere qualità della vita se in primis non guardiamo ai nostri giovani – ha osservato il presidente Scaramelli – dovrà essere compito di tutti noi lavorare per leggi che rispondano a questo binomio”. La commissione ha quindi espresso parere secondario positivo, all’unanimità, sulla relazione 2014 del Garante per l’Infanzia e l’adolescenza.

Stessa espressione di voto favorevole anche per la relazione del Garante regionale dei detenuti, illustrata dallo stesso garante, Franco Corleone, che si è concentrato in particolare sulla salute in carcere, dove solo il 27% dei detenuti può essere considerato sano. Con tutte le problematiche relative a tossicodipendenza, suicidi, episodi di autolesionismo e disagi psichici.

Il Garante ha quindi illustrato una situazione a macchia di leopardo, che chiama direttamente in causa le competenze della commissione Sanità e politiche sociali. Secondo Paolo Sarti(Sì-Toscana a sinistra) occorre concentrarsi su diversi punti e confrontarsi con l’assessore alla sanità e al sociale, per incidere sullo stato di salute delle persone sottoposte a misure restrittive. Paolo Bambagioni (Pd) ha proposto un gruppo di lavoro, insieme al Garante, per individuare cosa poter fare in concreto. Andrea Quartini (M5S) si è soffermato sull’importanza di percorsi alternativi al carcere. Anche per Nicola Ciolini (Pd) è necessario costruire un progetto sociale capace di dare prospettive ai carcerati dopo la detenzione. Da qui la proposta di Serena Spinelli (Pd) di concentrarsi su alcune idee progettuali per dare indirizzi diversi alla vita in carcere, con particolare attenzione alla situazione femminile e alla conseguente presenza dei minori.

“Alla nostra commissione – ha concluso Scaramelli – il compito di essere di stimolo alla Giunta, per interventi sia a livello strutturale che di azione sanitaria”.



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