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Attualità martedì 27 ottobre 2020 ore 12:26

​Omaggio ai morti nei mesi del lockdown

Il sindaco Agnelli ha fatto collocare una lapide nel cimitero con i nomi dei deceduti nel periodo più duro della pandemia, sepolti senza funerale



CASTIGLION FIORENTINO — Sono diciotto i castiglionesi morti durante il lockdown che ha “chiuso” l’Italia. Uomini e donne che hanno concluso la loro vita senza neanche un funerale, o i manifesti funebri. Sepolti in fretta e furia senza l’ultimo saluto della comunità. 

A loro il sindaco di Castiglion Fiorentino Mario Agnelli ha voluto rendere omaggio, perché la memoria è l’unica cosa che resta e attraverso la quale le persone che se ne sono andate, continuano a vivere.

Agnelli ha deciso di collocare una lapide all’ingresso del cimitero cittadino. Vi sono riportati i nomi delle persone decedute e in quei nomi sono racchiusi i ricordi, l’affetto, i tanti momenti condivisi perché in una piccola comunità, ci si conosce tutti e tutti partecipano ai momenti più belli o terribili della vita. A Castiglion Fiorentino questo sentimento di partecipazione è molto forte e radicato, basti pensare alle ottanta associazioni di volontariato che operano in un contesto di circa tredicimila abitanti.

A perenne ricordo dei miei concittadini defunti da marzo ad aprile di quest'anno a cui non fu possibile celebrare neanche i funerali e per i quali non furono affissi neanche i manifesti funebri a causa del lockdown ho deciso di dedicare loro una lapide all'ingresso del Cimitero” commenta Agnelli sostando davanti alla lapide dove nella frase commemorativa si leggono due parole che colpiscono tra le altre: "Morti in solitudine". A rimarcare la tragicità di quel momento e gli effetti che ha provocato anche per la cerimonia di commiato alle persone decedute.

Poi avverte: “Mi auguro fortemente che non sia più riproponibile una misura restrittiva del genere, disposta da qualunque presidente del Consiglio o Governatore di turno. L'estremo saluto ai nostri cari rivolto in qualunque forma è un diritto di cui nessuno ci dovrà privare”.

I mesi di marzo e aprile sono rimasti scolpiti nella memoria collettiva e tornano ben presenti nel momento che stiamo vivendo con il virus che ha ripreso la sua corsa anche nell’Aretino. In quella fase di lockdown totale, tra le norme imposte per contenere i contagi da Covid-19 non era possibile effettuare cerimonie funebri. Per questo motivo, “avvicinandosi alla commemorazione dei defunti” aggiunge il sindaco “ci è sembrato giusto e doveroso ricordare questi cittadini che non hanno potuto avere esequie. Mi auguro che una situazione del genere non si ripeta. Penso che privare le famiglie di questa possibilità sia stato lesivo anche della dignità delle persone. A perenne memoria abbiamo realizzato questa simbolica lapide per ricordarle, visto, che al tempo non erano consentite nemmeno le affissioni”. Un gesto di testimonianza che il primo cittadino ha voluto rendere concreto e pubblico con un video sul sul profilo Facebook.

Nei mesi scorsi il sindaco, in accordo con i parroci, aveva firmato un’apposita ordinanza nella quale venivano indicate le chiese più capienti e gli spazi aperti più idonei dove poter celebrare i funerali religiosi in sicurezza.



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