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Spettacoli venerdì 01 luglio 2016 ore 14:48

Bruscello 2016: parlano le autrici del “Bravium”

Irene Tofanini

Chiara Protasi e Irene Tofanini raccontano com’è la nata la storia alla base del Bruscello Poliziano in scena dal 12 al 15 Agosto in Piazza Grande



MONTEPULCIANO — La coppia di autrici del Bruscello Poliziano è sempre più affiatata: Chiara Protasi e Irene Tofanini sono due giovani ragazze di Montepulciano che possono già vantare una lunga esperienza nella scrittura dei libretti del Bruscello. 

Dopo “Tristano e Isotta”, “Romeo e Giulietta” e il “Decamerone”, Chiara e Irene hanno curato la scrittura del “Bravium”, in sintonia con il maestro Alessio Tiezzi che si è occupato della composizione musicale.

“Il Bruscello di quest’anno si pone in linea con la scorsa edizione. – spiega Chiara Protasi – Non vuole essere un Bruscello estremamente comico, ma brioso e brillante. La scrittura del testo non è stata particolarmente facile, perché non esiste a Montepulciano una storia ufficiale sulla nascita del Bravìo. Ci siamo basate sugli statuti del 1337 e abbiamo adattato le informazioni alle vicende della nostra storia, che racconta la preparazione della prima gara tra le contrade. Non avendo una trama precisa abbiamo potuto prenderci delle libertà: le storie d’amore dei personaggi si intrecciano con le rivalità tra le contrade e i piani di un avido podestà che cerca di sfruttare la popolazione di Montepulciano per i suoi interessi.”

Il Bruscello 2016 racconterà quindi le vicende che hanno portato alla nascita del Bravìo, una sorta di preludio alla prima gara tra le contrade, che si svolgeva attraverso una corsa a cavallo. La vicenda narrata è una leggenda, non la storia reale, ma l’ambientazione è caratterizzata da una ricostruzione di Montepulciano nel 1337, nel periodo della festa patronale di San Giovanni.

“Non è stato facile confrontarsi con una manifestazione che è il cuore di Montepulciano. – dichiara Irene Tofanini, che ha messo in rima il testo di Chiara – Quando si va a toccare una storia come questa, che incarna la cultura di un paese, è sempre rischioso, ma al tempo stesso emozionante: ognuno di noi ha un’idea personale di Bravìo, ogni contrada ha la sua storia, ed è difficile destreggiarsi tra il Bravìo moderno e quello di epoca medievale. Abbiamo voluto raccontare lo spirito della manifestazione originale, con le contrade che rappresentavano diverse classi sociali, e speriamo che tutta la popolazione possa apprezzare il lavoro svolto e che si senta coinvolta nel Bruscello Poliziano.”

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