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Tre eventi metereologici straordinari tra Chianciano e Torrita di Siena svelano novità dopo la scoperta di una lettera dello scienziato De Vegni



CHIANCIANO — In un volume una scoperta importante e un altro passo avanti nella ricostruzione dell’anima di un luogo. Ne è artefice il Comune di Chianciano Terme che ha curato il volume di Alberto Fabbri “Giugno 1794. Da una memorabile lettera di Leonardo De Vegni”.
La lettera, trascritta nel periodico “Antologia Romana” del 1795 sotto il titolo “Meteorologia” e rinvenuta da Filippo Alimenti, appassionato di storia locale, è stata scritta dall’architetto e scienziato chiancianese Leonardo Massimiliano De Vegni ed è datata 8 luglio 1794.
Il rinvenimento ha permesso ad Alberto Fabbri, che da tempo scrive di storia locale, di analizzare e commentare i contenuti che hanno a che fare con strani e anomali fenomeni metereologici accaduti al tempo.
In particolare tre episodi che riguardano la Valdichiana, accaduti nel giugno 1794 e sintetizzati nel volume di Fabbri con i seguenti titoli: “Cadono pietre infuocate dal cielo (a Torrita di Siena)”; “Cadono chicchi di grandine grossi come noci (a Chianciano Terme)”; “Cade un fulmine nella chiesa: un morto e poi un altro (sempre a Chianciano Terme)”.

“Leonardo De Vegni è per noi chiancianesi una presenza costante e la curiosità intelligente dell’avvocato Alberto Fabbri, che ancora una volta ha dimostrato quanta ricchezza ci sia da scoprire nella nostra città, fa luce su un personaggio eclettico, moderno, geniale, il De Vegni - commenta Rossana Giulianelli, vicesindaco e assessore alla cultura - che, seppur nato nel XVIII secolo e morto all’inizio del XIX, ha saputo incarnare perfettamente l’idea rinascimentale dell’artista, dello studioso a tuttotondo in grado di spaziare dagli studi di diritto all’architettura”.

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