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Attualità martedì 29 dicembre 2020 ore 13:16

​Emergenza ungulati: i sindaci scrivono a Giani

I sette comuni della Valdichiana aretina chiedono alla Regione provvedimenti urgenti



CASTIGLION FIORENTINO — In Valdichiana, ma non solo, è ormai una vera e propria emergenza. Gli ungulati stanno provocando danni ingenti alle colture con effetti pesanti su tutta la filiera produttiva.
Per questo i sindaci della vallata hanno scritto al presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, sollecitando interventi urgenti di controllo sulla proliferazione degli ungulati.
La lettera è partita in questi giorni e porta la firma dei sindaci dei sette comuni della Valdichiana: Castiglion Fiorentino, Civitella della Chiana, Cortona, Foiano della Chiana, Lucignano, Marciano della Chiana e Monte San Savino. La pericolosità degli ungulati per la pubblica incolumità e per la sicurezza stradale è ormai un dato oggettivo, ma l’evidenza dei danni, se ce ne fosse stato ancora bisogno, è emersa in maniera inesorabile durante la pandemia quando anche l’attività venatoria ha subito stop.
Il territorio della Valdichiana sta subendo gravi danneggiamenti, lamentano i sindaci che non sono più disposti a tollerare una situazione che crea forti penalizzazioni anche dal punto di vista economico e in particolare alla filiera agro-alimentare che nella vallata rappresenta buona parte del Pil.

Dopo le sollecitazioni che sono arrivate dalle associazioni di categoria ora i sindaci della Valdichiana hanno deciso di scrivere al presidente Giani chiedendo azioni di contenimento degli ungulati in ambito urbano.

“Scriviamo per sottolineare ancora una volta, la grande difficoltà che hanno le aziende agricole ad operare nel lavoro quotidiano messo a dura prova dagli ingenti danni che gli animali provocano alle colture. Gli ungulati, tra l’altro, sono presenti in maniera importante, oltre che nelle zone rurali anche nelle aree urbane e nei centri dei nostri comuni, mettendo a repentaglio la sicurezza stradale e quella dei cittadini” dicono i primi cittadini. 

La richiesta è netta: “Chiediamo la ripresa della caccia in battuta al cinghiale per il contenimento del numero degli stessi animali nel nostro territorio che ogni anno creano ingenti danni alle aziende agricole e sono un pericolo costante per la circolazione stradale e nei centri urbani”.

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