Questo sito contribuisce alla audience di 
QUI quotidiano online.  
Percorso semplificato Aggiornato alle 12:30 METEO:MONTEPULCIANO15°  QuiNews.net
Qui News valdichiana, Cronaca, Sport, Notizie Locali valdichiana
domenica 24 ottobre 2021
Tutti i titoli:
corriere tv
In Colombia arrestato Dario Antonio Usuga: era il narcotrafficante più ricercato del Paese

Attualità sabato 25 settembre 2021 ore 08:00

Maec, nuovi allestimenti delle Sale Severini

L'inaugurazione della nuova sezione dedicata al maestro del Futurismo è in programma sabato 9 ottobre alle 17



CORTONA — Il primo museo con sale dedicate al genio di Gino Severini: apre al piano superiore del MAEC di Cortona una ricca mostra permanente che riunisce numerose opere del maestro e integra una collezione già esistente, costituita da donazioni della famiglia e, recentemente, di Romana Severini Brunori.

Benvenuti a casa di Gino Severini. Sabato 9 ottobre alle 17, al Maec di Cortona, sarà presentata la nuova sezione dedicata al maestro del Futurismo. Un lavoro che arricchisce ulteriormente l’offerta del Museo dell’Accademia Etrusca e della Città di Cortona, che così potrà proporre ai visitatori un’esperienza a stretto contatto con le opere e con la vita dell’artista. La sezione è composta da tre sale, ciascuna con un focus: la famiglia, il museo immaginario e le opere religiose.

Prima sala: Cortona, la famiglia

Dedicata ai rapporti che l’artista ha avuto con la sua città natale e con la famiglia d’origine. Vi sono esposti, oltre alle due celebri opere Maternità e La Bohémienne, anche dipinti e disegni, soprattutto ritratti dei suoi familiari e poi della moglie e dei figli. Severini lasciò Cortona da giovane, per tornarvi nel 1935 con la moglie francese, alla quale desiderava mostrare la sua terra di origine; poi, negli anni della vecchiaia era solito trascorrervi lunghi periodi estivi. Correda il contenuto della sala un video con immagini legate alla biografia del maestro.

Seconda Sala: Il museo immaginario

Vi troviamo esposta una serie di xilografie, litografie e disegni che riassumono i suoi temi preferiti (figure di danzatrici futuriste e neofuturiste, nature morte cubiste, maschere della Commedia dell’Arte) mentre su grandi schermi è allestita una videoproiezione con immagini dei suoi capolavori dal 1903 al 1960, quel museo ideale di opere che nessuna istituzione al mondo potrà mai possedere. Un’ampia vetrina mostra i costumi di Arlecchino e Pulcinella realizzati da Jeanne Severini su disegni del marito per i suoi spettacoli teatrali.

Terza sala: L’atelier, le opere religiose

Divisa in due parti, presenta a tutta parete la ricostruzione dell’atelier dell’artista, con quadri, cavalletti, stoffe, la sua tavolozza e molti oggetti che gli sono appartenuti e che è possibile riconoscere nelle sue celebri nature morte degli anni ’50 e ‘60; la presenza in macrofotografia dell’artista con la moglie completa questo allestimento dal carattere immersivo. Autore della celebre Via Crucis cortonese (1945-1946) lungo via Santa Margherita, conclusa con il mosaico di San Marco - che apre idealmente l’accesso alla città - Severini ha reinventato l’iconografia sacra proiettandola nel Novecento. In questa sala un video mostra cartoni e immagini dei pannelli a mosaico (fotografie di Fotoclub Etruria), accompagnati dai disegni preparatori, mentre di fronte litografie e video ricostruiscono il suo ampio lavoro in pittura e mosaico per le chiese della Svizzera romanda. A fine percorso i grandi “Collage in ferro” che col Giano segnano la sua ultima stagione creativa.

Nella sala Medicea sarà sempre visibile il documentario di Lia Polizzotti e Irene Pantaleo "Gino Severini. Bisogna far cantare i colori", che ripercorre la vita e le opere dell'artista attraverso la testimonianza e il contributo scientifico delle curatrici e i filmati di repertorio storico.

“Il Comune di Cortona prosegue nella valorizzazione e nella promozione culturale - dichiara il sindaco Luciano Meoni -. Ringraziamo Romana Severini e tutti coloro che hanno lavorato a questo progetto che innesca una svolta per il nostro museo”.

“Con questo passo Cortona valorizza la sua proposta riguardo l’arte del Novecento - sottolinea l’assessore alla Cultura Francesco Attesti -. Crediamo che la sezione Gino Severini possa costituire un altro grande elemento di attrazione per il pubblico e che possa dialogare con le opere del Novecento italiano recentemente cedute all’Amministrazione comunale con l’obiettivo di realizzare nuove esposizioni”.

Nicola Caldarone, Presidente del comitato tecnico del MAEC, afferma: “Con la inaugurazione delle nuove sale riservate al pittore Gino Severini, la città di Cortona ha voluto, oltre che porre in maggiore evidenza e rigore espositivo le sue opere, ha inteso rendere un significativa testimonianza di affetto all’arte di chi ha saputo coniugare le espressioni artistiche, conosciute e apprezzate in tutto il mondo, con l’amore verso la citta natale. Un amore che oggi viene testimoniato dalla presenza della figlia Romana che ha seguito e collaborato alla felice realizzazione dell’evento artistico”.

Racconta la figlia Romana Severini, co-curatrice dell’allestimento e donatrice di gran parte delle opere: “Troviamo qui le cose più intime del lavoro di mio padre e della vita, trascorsa fra Cortona, Roma e Parigi. ‘Devo far cantare i colori’ era il suo motto, l’espressione del suo sentimento. Vita e lavoro sono in lui intensamente fusi: solo due volte ha avuto lo studio e la casa separati. L’ultimo studio di Parigi aveva un soppalco; in una celebre una foto i miei genitori appoggiati al grande tavolo da lavoro guardano in su, verso di me, che dormivo sul soppalco. Mio padre amava raccontarsi e Picasso gli diceva: ‘Non spiegare così tanto!’.

Aggiunge Daniela Fonti, co-curatrice: “Di tutti i firmatari del manifesto della pittura futurista solo Severini ha un museo dedicato. Il percorso di opere pittoriche, incisioni, disegni e litografie, sempre integrato dai video, che vi abbiamo allestito riesce a raccontare le linee fondamentali della sua storia d’artista non trascurando alcuno dei grandi temi che caratterizzano la sua pittura. Ovviamente i suoi capolavori futuristi si ammirano nei grandi musei: è l’artista italiano più rappresentato al mondo”.

Il nuovo allestimento è stato progettato dall’Arch. Andrea Mandara con Claudia Pescatori; la grafica da Francesca Pavese; le realizzazioni sono di ArticolArte s.r.l. 

Tag
Iscriviti alla newsletter QUInews ToscanaMedia ed ogni sera riceverai gratis le notizie principali del giorno
L'articolo di ieri più letto
Incidente nella serata di ieri all’altezza di Badicorte: sulla vettura che ha sbandato finendo sul bordo strada viaggiavano cinque persone
Offerte lavoro Toscana Programmazione Cinema Farmacie di turno

QUI Condoglianze



Ultimi articoli Vedi tutti

CORONAVIRUS

Attualità

Attualità

Attualità