Questo sito contribuisce alla audience di 
QUI quotidiano online.  
Percorso semplificato Aggiornato alle 07:00 METEO:MONTEPULCIANO13°24°  QuiNews.net
Qui News valdichiana, Cronaca, Sport, Notizie Locali valdichiana
martedì 21 settembre 2021
Tutti i titoli:
corriere tv
Allegri furioso a fine partita, la frase urlata uscendo dal campo: «E vogliono giocare nella Juve»

Attualità mercoledì 06 gennaio 2021 ore 12:40

L'eredità del dottor Arcobaleno, sorrisi e cuore

La scomparsa di Alessandro Pucello ha colpito profondamento la comunità della cittadina termale. Il suo impegno come clown-dottore, ma non solo



CHIANCIANO — Un’eredità di sorrisi, umanità e generosità. E’ quella che ha lasciato Alessandro Pucello, in arte Dottor Arcobaleno nella sua attività di clown-dottore. 

Alessandro se ne è andato alcuni giorni fa a causa di un male incurabile che però, fino alla fine, non gli ha mai tolto le cose più importanti: il sorriso e la voglia di fare del bene. Lo ricordano le amiche-colleghe della “Banda del sorriso onlus”. Sono dottoressa Caramella, dottoressa Sbrodolina e dottoressa Mammola. Si presentano con il loro nome d’arte, per ricordare l’amico con cui hanno condiviso bellissime esperienze di vita.

Il dottor Arcobaleno non c’è più ma i colori che ha lasciato dietro di sé sono luminosi. “Alessandro era un portento – ricordano – E’ sempre stato impegnato nella comunità di Chianciano. Faceva parte del coro e aiutava Don Carlo alla chiesa di Santa Maria della Stella dove aveva creato anche un oratorio, diventato punto di riferimento per tanti ragazzi. Era parte attiva del Vespa Club e poi indossava il naso rosso del clown per portare sollievo nelle case di riposo e negli istituti”.

La sua attività di dottor Arcobaleno è iniziata nel 2003 e proseguita fino a poco tempo fa, trovando uno sbocco anche all’estero, in particolare in Palestina. Andava tutti gli anni con le amiche della Banda per formare sul posto gli operatori dell’unico ospedale pediatrico della Palestina, tutti quelli interessati a diventare clown-dottore. Formazione ma non solo: il gruppo portava allegria anche negli istituti per bambini o nelle case famiglia. La forza di quel gesto, il sorriso, va oltre ogni lingua o nazionalità ed è stata sempre apprezzata. Alessandro non si stancava mai di dare.

La malattia, che lo aveva colpito alla gola, non aveva “minato” la sua caparbietà: gli ultimi tempi, pur non potendo usare la voce, trovava il modo per rallegrare i meno fortunati attraverso il mimo. Insomma non si è mai arreso. In fondo, tutte le strade portano al sorriso. 

Simona Buracci
© Riproduzione riservata

Tag
Iscriviti alla newsletter QUInews ToscanaMedia ed ogni sera riceverai gratis le notizie principali del giorno
L'articolo di ieri più letto
Venerdì l'ultimo gradino della competizione nazionale a Firenze. Complimenti e in bocca al lupo dall'assessore Cappelletti
Offerte lavoro Toscana Programmazione Cinema Farmacie di turno

Qui Blog di Nicola Belcari

QUI Condoglianze



Ultimi articoli Vedi tutti

CORONAVIRUS

Attualità

Attualità

Attualità