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Attualità venerdì 16 aprile 2021 ore 12:16

Un Sentiero dei Papaveri per i caduti in Guerra

Massimiliano Lachi

Iniziativa del Comune di Castiglion Fiorentino. Cinquanta chilometri a partire da Palazzo San Michele. Inaugurazione alla vigilia della Liberazione



CASTIGLION FIORENTINO — Papaveri Rossi per i caduti delle due Guerre Mondiali. Sabato 24 aprile a partire dalle 10, al Sacrario comunale, si terrà l’inaugurazione del “Sentiero dei Papaveri”, un progetto che nasce per valorizzare, conservare e trasmettere la memoria delle vittime del primo e secondo conflitto globale. 

La città di Castiglion Fiorentino ricorda i morti non solo con il monumento realizzato negli anni ’20 da Delfo Paoletti ma anche con altre 18 targhe e cippi dislocati in tutto il territorio comunale. 

Il progetto de “Il sentiero dei papaveri”, 50 chilometri circa, che prende avvio da Palazzo San Michele per snodarsi nelle frazioni e concludersi al monumento dei caduti ai Giardini Pubblici, consiste, tra le altre cose, nella collocazione di pannelli a corredo dei monumenti che ricordano il sacrificio dei castiglionesi durante le Guerre. 

In occasione della ricorrenza del 25 aprile, giorno dell’anniversario della Liberazione d'Italia, sono previsti due giorni d’iniziative, 24 e 25 aprile.

“La convinzione che ha mosso il progetto – dichiara l’assessore alla cultura, Massimiliano Lachi – è che la memoria sia indispensabile per consolidare i valori morali e civili di una comunità, che necessita della consapevolezza del proprio passato per costruire collettività e futuro”. 

I papaveri, nell’iconografia classica, ricordano la fatica e i pericoli che gli italiani caduti hanno affrontato durante il lungo e straziante cammino delle guerre e rendono omaggio alla prematura morte che li ha colpiti rendendoli eroi di tutti noi.

“I giovani castiglionesi che hanno sacrificato la loro vita nella Grande Guerra sono stati 338 mentre nel secondo conflitto mondiale oltre 100 le giovani vite di soldati spezzate nei vari fronti, 159 le vittime civili di bombardamenti, mine e granate, 16 i deceduti per mano tedesca. Questo il tributo di sangue e distruzione dato da Castiglioni alla guerra” continua Lachi.

Il ricordo del sacrificio dei castiglionesi lo abbiamo attraverso le struggenti pagine di Giuseppe Salvemini, nato nel 1897 a Castiglion Fiorentino, partito a 18 anni volontario per il fronte e morto nel 1918. 

Il suo diario, dal titolo “Con il fuoco nelle vene”, vincitore nel 2015 del prestigioso “Premio Pieve Saverio Tutino”, racconta una vita bruscamente interrotta dal primo conflitto mondiale. 

Di particolare interesse per la lettura dei fatti e la redazione dei pannelli del secondo conflitto mondiale, è stato, invece, il diario di Don Angelo Nunziati, bibliotecario e Parroco della Pievuccia, che narra, in modo attento ed emozionante, il triennio ’43-’45 a Castiglion Fiorentino. 

“Il prezioso manoscritto sarà esposto presso il sacrario di Palazzo San Michele, al cui interno due targhe renderanno omaggio alle oltre 600 vittime dei due conflitti mondiali. Strumento fondamentale per la stesura dei pannelli, sono state anche le numerose testimonianze personali, di familiari e amici, che hanno restituito una fotografia inedita e struggente del dramma della guerra” conclude Lachi.

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