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Attualità mercoledì 16 settembre 2020 ore 14:28

Sanità aretina, arriva l'infermiere di famiglia

Lavorerà in sinergia con i medici e accompagnerà il paziente nell'intero percorso. Progetto partito i primi di settembre. Previste nuove assunzioni



AREZZO — Una sanità sempre più vicina alla gente. Questo l'obiettivo di Antonio D'Urso, direttore generale della Asl Toscana sud est.

Cosi, ecco che nasce la figura dell'infermiere di famiglia e comunità. Si tratta di una figura professionale altamente qualificata che, lavorando in sinergia con i medici, è in grado di intervenire sull'intero iter del paziente

In dettaglio: l'infermiere di famiglia è l'esperto che stando sul campo, a diretto contatto con la comunità, è in grado di intercettare i problemi, prevenire l'insorgere di determinate patologie e seguire passo passo l'intero percorso sanitario del paziente consigliando visite, controlli specialistici e tutto ciò che risulta più appropriato alle necessità di ogni persona. Un profilo molto qualificato la cui operatività permette anche una riduzione dei tempi ed i ricoveri inutili. 

Insomma un "angelo custode" che diventa un vero e proprio tutor per il paziente rappresenta un'altra risorsa straordinaria per i medici.

Come detto, ad Arezzo è partita la sperimentazione che, nel giro di poche settimane, verrà estesa all'intero territorio della Asl Toscana Sud Est con conseguente incremento di personale. Sono previste nuove assunzioni, circa 133 in tutta l' Area Vasta e di queste ben 55 in provincia di Arezzo.

Soddisfazione è stata espressa dal presidente degli Infermieri aretini Giovanni Grasso (coordinatore toscano della categoria) che ha ribadito il ruolo sempre più strategico di queste figure altamente qualificate nella sanità. Proprio sulla sinergia tra medici e infermieri si è soffermato il direttore generale ASL, Antonio d'Urso , che ha rimarcato come durante l'emergenza sanitaria questa collaborazione abbia dato risultati straordinari a favore del paziente, aggiungendo di credere "fortemente nel ruolo dell'infermiere di famiglia". Insomma la sanità aretina targata Antonio D'Urso fa passi da gigante. 

Per Simona Dei, direttrice Sanitaria della Asl Tse la figura professionale "è un elemento basilare del sistema socio sanitario toscano, una figura di riferimento per le persone. La sua attività si integra con quelle del medico di medicina generale, del pronto soccorso, dei servizi sociali e territoriali per realizzare un'unica presa in cura delle persone soprattutto fragili e complesse“.


Lorenzo Baragatti, direttore del Dipartimento delle professioni infermieristiche e ostetriche della Asl Tse ha spiegato in cosa consiste l'operatività dell'infermiere di famiglia: “Opera sulla presa in carico dei bisogni a tre livelli - spiega. Il primo è il suo rapporto individuale con le famiglie di cui diventa, ovviamente insieme al medico di base, un punto di riferimento personale: un professionista conosciuto e che conosce la famiglia per la quale opera. Il secondo livello è quello di gruppo, attraverso interventi che si rivolgono a gruppi di persone organizzati in funzione di specifici bisogni di salute. Infine, il livello comunitario attraverso azioni preventive e educative rivolte alla popolazione. La collaborazione tra più professionalità crea le condizioni per creare Piano assistenziale integrato e personalizzato".

Infermieri di famiglia - Sanità aretina


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