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Attualità sabato 19 settembre 2020 ore 11:41

Agnelli dedica il Premio Fair Play a Zanardi

Il sindaco ricorda l'incontro a Castiglioni con Alex prima dell'incidente. Un omaggio al campione nella cerimonia del prestigioso riconoscimento



CASTIGLION FIORENTINO — La fascia Tricolore del sindaco e il Tricolore sulla maglietta. Nel Tricolore c'è l'essenza dell'Italia ma anche il senso profondo del fair play, ovvero buone pratiche di vita. Castiglion Fiorentino da otto anni è capitale del Fair Play perchè qui Chiara Fatai e Angelo Morelli hanno scelto di “accasare” il Premio Internazionale Fair Paly-Menarini. 

Sono loro gli ideatori, anzi i precursori di un kermesse che vuole divulgare, specialmente tra i giovani, i sani valori dello sport, quelli intramontabili e che servono nella vita. E lo hanno saputo fare precorrendo i tempi, ben oltre venti anni fa, quando di fair play non parlava nessuno. Castiglioni si è presa il merito di aver creduto in questo Premio che non è solo la serata di gala in piazza del Municipio, bensì la “maratona” dei campioni nelle scuole per incontrare i ragazzi e spiegare loro cosa è la competizione, quella vera; oppure le tante iniziative collaterali che per alcuni giorni animano il paese della Valdichiana. 

Quest'anno è andata come doveva andare: con l'impronta del Covid che ha lasciato il segno ma non ha scalfito l'importanza di un appuntamento di rilievo internazionale che porta il nome di Castiglioni nel mondo attraverso i suoi nuovi “ambasciatori”, i campioni protagonisti dell'edizione 2020.

Molto ruota attorno al senso del Tricolore e a ciò che rappresenta per uno sportivo che è anzitutto una persona. E' un richiamo che il sindaco Mario Agnelli ha sottolineato indossando la fascia Tricolore nella notte delle stelle – nello sport e nella vita – nel corso di una cerimonia elegante e carica di emozioni. Un'emozione in più l'ha regalata al pubblico proprio il sindaco Agnelli che ha rivolto un pensiero affettuoso a un grandissimo campione e a un uomo immenso, che ha saputo rinascere e interpretare un messaggio intrinsecamente connesso al fair play: Alex Zanardi. 

Un uomo e un campione con cui Castiglion Fiorentino ha un rapporto speciale da quando, nel giugno scorso, Zanardi fece il suo ingresso proprio in piazza del Municipio alla guida della sua hand bike in mezzo ai colori della festa preparata dai castiglionesi per accogliere la carovana di Obiettivo3, impegnata in un tour nell'Italia post-lockdown e nella raccolta fondi per chi è in difficoltà. Quel 19 giugno 2020 Mario Agnelli non lo dimenticherà: ha conosciuto un uomo straordinario, la sua famiglia, allacciato un filo che lega un'amicizia. 

E' stato anche per questo che dalla ribalta internazionale del Premio Fair Play-Menarini, Agnelli ha voluto dedicare un pensiero ad Alex; un pensiero carico di commozione: “Zanardi ha ricevuto questo premio nel 2011 e da questo palco desidero rivolgere a lui una piccola riflessione, con grande affetto: ho avuto l'onore di conoscerlo da vicino nel giugno scorso quando si presentò in questa piazza con la sua hand bike; abbiamo trascorso insieme alcune ore che per me sono state preziose per quello che Alex Zanardi ha saputo trasmettere a me e alla mia città nell'incontro con i castiglionesi. E' un modello per tutti noi, un modello di vita”.

Il ricordo di quella giornata è davvero particolare: “Ci siamo conosciuti pedalando insieme e ho scoperto un uomo straordinario, di una forza unica”, spiega Agnelli che rivela un particolare davvero significativo: “Quella mattina ho consegnato ad Alex una lettera dell'amministrazione comunale con cui gli ufficializzavo l'assegnazione del Premio San Michele d'oro, al campione. E' il nostro premio più prestigioso. Alex ha letto la lettera dalla sua handbike, poi ha alzato la testa e mi ha fissato coi suoi occhi penetranti che non scorderò mai. 'Ti ringrazio, ma io di premi nella mia vita ne ho ricevuti tanti...'. Una pausa e quell'apparente rifiuto si è trasformato in un'idea stupenda che fa capire la grandezza dell'uomo. Alex ha aggiunto: “Però, possiamo fare così: io ti indico un campione che non ha tutti i riconoscimenti che ho avuto io e io lo vengo a premiare...'. In quel momento mi si è aperto il cuore e ho ricevuto una lezione di vita straordinaria” . 

Le ore di quella mattinata d'estate sono volate nel vento tra le bici, i sorrisi, i selfie, la gioia della condivisione, gli applausi a bordo strada. Poche ore dopo tutto si è fermato, immobile davanti al dramma di un uomo impegnato in una nuova sfida. Ancora una volta. 

Lucia Bigozzi
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