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Attualità giovedì 10 dicembre 2015 ore 15:23

Un anno in ripresa per l’agricoltura senese

Le performance migliori sono di vino e olio, battuta di arresto per il latte prodotto per il pecorino a casa degli attacchi dei predatori



VALDICHIANA — Fra nubifragi e bombe d’acqua improvvise e una battaglia all’Imu, il settore rurale della provincia di Siena traccia un bilancio positivo sull’anno 2015

I dati dell’annata agraria segnalano una stagione positiva per il vino, con una qualità ottima e quantità in lieve crescita: "Bene - commenta il direttore Cia Siena Roberto Bartolini - anche l’andamento dei prezzi per i nostri principali vini: si dal +30% del valore di Brunello e Vernaccia al +10% del Chianti Classico".

Riparte anche il settore dell’olio extravergine dopo l’annata tragica del 2014, che aveva falcidiato la produzione di un abbondante 70%. Ottima la qualità per l’olio di annata e produzione al +25% rispetto al 2013. Per l’ortofrutta, nella zona Valdichiana, la Cia Siena registra un calo della produzione, ma sono in crescita sia il mercato interno, sia l’export, e con esso aumentano i prezzi (+8%). E per la prima provincia come numero di agriturismi, il turismo rurale continua ad essere una voce molto importante per le aziende agricole del territorio senese: «È aumentata la presenza di italiani e stranieri - spiega Bartolini - fino a Maggio le nostre strutture hanno registrato una scarsa presenza, mentre da giugno a novembre numeri costanti da tutto esaurito. Livellamento dei prezzi in diminuzione secondo un trend che dura da ormai tre anni».

Ha ripreso anche il mercato interno delle castagne. Per quanto riguarda la zootecnia è stabile il mercato dei bovini da carne; stabile anche quello dei bovini da latte dopo un calo consistente degli ultimi anni in diminuzione gli ovini da carne, mentre per gli ovini da latte quantità in calo a causa del basso prezzo riconosciuto alla stalla, ed a causa dei continui attacchi dei predatori. Per i cereali registrato una produzione +10% (alla raccolta), calo dei prezzi (-10%), da 27 euro al quintale del 2014 ai 24 di oggi.

"L’agricoltura – conclude la Cia Siena - si conferma sempre più come pilastro dell’economia senese; è necessario sostenere il settore con politiche idonee e gli strumenti opportuni a disposizione, alleggerire il peso della burocrazia che resta uno dei principali problemi e favorire sempre di più la competitività dei prodotti toscani sui mercati interni e su quelli internazionali. Senza dimenticare la piaga degli ungulati e predatori, che va definitivamente risolta”.


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