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Attualità Mercoledì 14 Gennaio 2026 ore 16:00

Sei punti nascita sotto la soglia minima di parti

Giani e Monni chiedono al governo di rivedere i parametri a fronte della denatalità: "Faremo di tutto per portare avanti richieste di deroghe"



TOSCANA — In Toscana come nel resto d'Italia si registra un calo delle nascite e proprio alla luce di questo decremento, il presidente della Toscana Eugenio Giani e l’assessora al diritto alla salute e alle politiche sociali Monia Monni hanno avanzato una richiesta al Governo: rivedere soglie e parametri che autorizzano l’apertura di punti nascita.

Ad oggi, in Toscana sono attivi 22 punti nascita. Tre di questi (Portoferraio all’isola d’Elba, Barga in Garfagnana e Borgo San Lorenzo nel Mugello fiorentino) operano già da tempo in regime di deroga ministeriale, in quanto sotto la soglia dei 500 parti all'anno. Ha prevalso in quel caso il criterio dell’isolamento del territorio e la garanzia comunque offerta di livelli di sicurezza adeguati, per le mamme e per i neonati.

Altri tre punti nascita sono sotto soglia e dovranno essere autorizzati con deroga dal Ministero per operare: si tratta dell’ospedale dell’Alta Val d’Elsa a Poggibonsi in provincia di Siena, gli Ospedali Riuniti della Val di Chiana a Montepulciano di nuovo nel senese e l’ospedale Nuovo Valdarno a Montevarchi. Rimane sopra la soglia l’ospedale di Cecina, che nel 2025 si è comunque avvicinato alla soglia. 

"Anche tra i punti di secondo livello, dove i parti dovrebbero essere almeno mille l’anno, c’è chi soffre: alle Scotte di Siena sono scesi sotto" spiega Giani. 

"Noi  - aggiunge Monni- faremo di tutto, come sempre abbiamo fatto, per portare avanti richieste di deroghe, ma è il governo e il ministero che alla fine decide”.

La proposta del presidente della Toscana è quella di rivedere le soglie, portando da 500 a 400 parti l’anno quella per i punti nascita di primo livello e da 1000 a 800 quella per le realtà di secondo livello. Ma serve forse anche altro. “Facciamo nascere i figli nel territorio dove uno risiede – auspica il presidente - nell’area metropolitana fiorentina c’è la tendenza ad andare alla maternità di Careggi e questo rischia di portare sotto i cinquecento parti altre realtà”.


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