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Attualità sabato 16 settembre 2023 ore 14:10

Nei boschi caccia all'ultimo fungo, le regole per la raccolta

porcini
Funghi porcini

Caldo e pioggia spingono gli appassionati in cerca di Re Porcino ma non solo. Ecco tutte le norme toscane per il perfetto fungaiolo



TOSCANA — E' partita nei boschi toscani la sfida all'ultimo fungo, con frotte di cercatori appassionati di Re Porcino ma non solo a battere palmo a palmo zone più o meno recondite e impervie. Ma attenzione, perché la raccolta dei funghi risponde a delle regole e in certe zone anche a limitazioni. Ecco dunque le norme da seguire per il perfetto fungaiolo.

In primis, serve l'autorizzazione che viene rilasciata dalla Regione Toscana. Solo i residenti che intendano limitare la loro ricerca al proprio territorio comunale non ne hanno bisogno. 

Per tutti gli altri residenti in Toscana invece bisogna devono effettuare un versamento da 13 euro (valore semestrale) o 25 euro (valore annuale) con causale 'Raccolta funghi' alla Regione. Gli estremi del conto corrente postale e dell'Iban si trovano sulla pagina dedicata della Regione medesima.

Chi invece arriva da fuori Toscana deve seguire la stessa procedura ma i costi sono diversi: 15 euro l'autorizzazione turistica giornaliera, 40 euro quella valida per 7 giorni consecutivi, 100 per quella valida un anno.

Come e quando raccoglierli, dove metterli

Primo, niente sacchetti di plastica: sono vietati ovunque così come l'uso di strumenti che rovinino lo strato superficiale di terreno, il micelio, o gli apparati radicali delle piante. Un esempio? I rastrelli, da lasciare rigorosamente a casa.

I funghi devono essere riposti in contenitori rigidi e areati, così che le spore si possano diffondere.

La raccolta può essere esercitata da un'ora prima del sorgere del sole a un'ora dopo il tramonto, in boschi e terreni non coltivati ad accesso consentito. Occhio a parchi nazionali e regionali e ad altre aree protette: qui la raccolta dei funghi può essere soggetta a norme diverse e subordinata al possesso di autorizzazioni rilasciate dai soggetti gestori, sulla base di specifici regolamenti.

Alcune specie non vanno raccolte

E' vietata la raccolta di esemplari di alcune specie, nel caso in cui la dimensione del cappello sia inferiore a una determinata dimensione.

I porcini (Genere Boletus sezione Edules) non si possono prelevare se il cappello è più piccolo di 4 centimetri, che scendono a 2 centimetri per l'Hygrophorus marzuolus (dormiente) e per il Lyophyllum gambosum (prugnolo).

Guardare bene alle lamelle, invece, per l'ovolo buono: se queste non sono visibili, il fungo non si può raccogliere.

Quanti funghi si possono raccogliere

Pur il fungaiolo occasionale più fortunato di sempre non può raccogliere più di 3 chili di funghi al giorno. C'è una sola eccezione, ovvero se si trova un esemplare (o più concresciuti) di peso superiore.

Riserva con tetto giornaliero che sale a 10 chili, poi, solo nel caso in cui i residenti nei territori toscani classificati montani facciano la raccolta nel proprio comune di residenza.

Tutt'altra musica naturalmente per imprenditori agricoli e soci di cooperative agroforestali: se hanno l'attestato di idoneità al riconoscimento delle specie fungine rilasciato dagli Ispettorati micologici e svolgono la raccolta nella provincia di residenza per integrare il reddito, per loro non ci sono limiti. Unica cosa, dovranno far pervenire una segnalazione certificata di inizio attività (Scia) allo sportello unico per le attività produttive (Suap).


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