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mercoledì 19 dicembre 2018

Cronaca giovedì 29 novembre 2018 ore 11:59

La vita del gommista, confinato nel capannone

Pacini, indagato per eccesso di legittima difesa per aver ucciso Vitalie Tonjoc, da anni vive con la moglie in un soppalco ricavato nell'azienda



MONTE SAN SAVINO — Un soppalco in cui è stata ricavata una camera, un angolo cottura e un piccolo soggiorno. La dimora, da quattro anni di Fredy Pacini e di sua moglie.

Una vita vissuta nel capannone per timore dei ladri che più volte sono entrati per rubare pneumatici ma soprattutto le preziose biciclette sportive.

Pacini due notti fa ha ucciso Vitalie Tonjoc. Dei cinque colpi sparati due hanno raggiunto il 29enne moldavo, ferendolo a morte. Il ladro, insieme a un complice, era entrato nella proprietà del gommista per rubare. Pare che solo Tonjoc sia riuscito a entrare nel capannone. Il complice è poi fuggito in auto.

Pacini ai giornali locali aveva spiegato di dormire in ditta "per difendere il mio lavoro dai ladri". Si è appreso che nella casa nel centro del paese vive solo la figlia.

Pacini poche ore dopo l'omicidio ha dichiarato di aver subito negli ultimi tempi 38 furti, questo sarebbe stato il 39esimo. Da una verifica dei carabinieri sarebbero sei i furti denunciati (due andati a segno e quattro tentati) dal 2014 a oggi.



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