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Attualità mercoledì 31 marzo 2021 ore 14:32

Fortuna, Iside e Igea riemergono dalle acque calde

Presentata questa mattina la scoperta dell'ingresso monumentale di un santuario romano allo scavo di Bagno Grande



SAN CASCIANO DEI BAGNI — Lo scorso agosto, lo scavo presso il Bagno Grande di San Casciano dei Bagni, in provincia di Siena, aveva visto riemergere dal fango caldo le tracce dell’ingresso monumentale di un santuario romano e abbandonato sulla soglia c'era un altare in travertino. L’iscrizione “sacro ad Apollo” non lasciava dubbi sulla divinità tutelare del santuario.

Ma le sorprese non sono finite con la ripresa a settembre ed ottobre degli scavi: con le difficoltà estreme di uno scavo immersi nell’acqua calda e con le ristrettezze imposte dal protocollo di contrasto della pandemia del Covid, il team del Roman Baths Project ha visto riapparire nello scavo stratigrafico di un orto abbandonato a pochi metri dalle polle pubbliche ancora oggi in uso, le vestigia del un santuario romano intatto, il cui carattere sacro era suggellato da altari dedicati agli dei, a Fortuna Primigenia, a Iside oltre che ad Apollo, e una statua in marmo raffigurante Igea, che i giovani archeologi (studenti di diverse università italiane e internazionali, da Siena, Pisa, Firenze, Roma La Sapienza, Sassari, Dublino e Cipro) hanno toccato prima ancora di veder emergere con chiarezza dal fango caldo.

In soli due mesi di scavo è infatti emersa con chiarezza parte della sequenza di vita del luogo di culto. L’impianto monumentale del santuario è riconducibile ad età augustea al di sopra di un luogo sacro in epoca etrusca almeno durante l’Ellenismo. In età augustea il santuario assume la forma di un edificio con copertura a compluvio su un bacino centrale circolare, poggiante su quattro colonne tuscaniche, e con propileo di ingresso a sud delimitato da due colonne a base attica. A seguito di un drammatico incendio avvenuto probabilmente alla metà del I secolo d.C., tra età flavia ed età traianea l’edificio fu ricostruito e ampliato.

Lo scavo archeologico è in concessione al Comune di San Casciano dei Bagni da parte della direzione generale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio ed è stato concepito fin da subito come una collaborazione di ricerca e tutela tra il Comune e la Soprintendenza di Siena, Grosseto e Arezzo. La direzione dello dcavo è affidata ad Emanuele Mariotti, archeologo professionista esperto di topografia e geofisica applicata all’archeologia e il Coordinamento del Comitato Scientifico è di Jacopo Tabolli, funzionario della Soprintendenza e docente a contratto dell’Università per Stranieri di Siena. Il Comitato Scientifico coinvolge anche Stefano Camporeale (Università di Siena), Paraskevi Christodoulou (University of Cyprus), Hazel Dodge (Trinity College Dublin) e Lisa Rosselli (Università di Pisa).

Le grandi scoperte a San Casciano dei Bagni sono ora presentate in un volume Il Santuario Ritrovato. Nuovi Scavi e Ricerche al Bagno Grande di San Casciano dei Bagni, pubblicato da “sillabe”, a cura di Emanuele Mariotti e di Jacopo Tabolli. Il volume, in italiano e con capitoli in inglese, raccoglie gli studi di più di trenta autori sui risultati dello scavo al Bagno Grande.

La Sindaca Agnese Carletti ha dichiarato: "Quello di riportare alla luce le antiche terme di San Casciano dei Bagni è stato il più grande sogno delle amministrazioni comunali degli ultimi quindici anni. Dopo anni di studi, indagini non invasive, redazione di carte archeologiche e paesaggistiche dell’area, nell’agosto 2020 l’emozionante rinvenimento dell’altare dedicato ad Apollo proprio l’ultimo giorno della campagna di scavo, nonostante fosse in corso la più grande emergenza sanitaria dell’ultimo secolo, ha aperto le porte di una nuova era per San Casciano e tutta l’area circostante. I rinvenimenti successivi, tra settembre e ottobre scorsi, non hanno fatto altro che dimostrare che quello che stiamo compiendo è qualcosa di unico e straordinario: stiamo realmente riportando ad un nuovo splendore un antico santuario all’interno delle terme romane, quelle che nei secoli hanno reso grande San Casciano dei Bagni e che ora ci offrono una nuova possibilità di crescita, culturale prima di tutto, ma non solo".

Il soprintendente Andrea Muzzi ha dichiarato: "Uno dei maggiori rincrescimenti che proviamo in questa fase storica, di contagi e restrizioni, è sicuramente quello di non poter vivere con pienezza di incontri e iniziative la soddisfazione di un lavoro che ha dato i suoi frutti oltre quello che si poteva immaginare. Il ritrovamento delle strutture di un santuario nell’incantato territorio di San Casciano dei Bagni, un nome che evoca subito abitudini e rituali radicati nel tempo, è avvenuto in una fase complessa per il Paese e per la Soprintendenza che opera nella provincia di Siena, provata da carenze di personale e risorse. Ma il bel risultato ottenuto dimostra, se ce ne fosse stato bisogno, quante possibilità hanno ancora a disposizione i nostri archeologi e quanto può offrire il mondo della ricerca sul campo.

Il direttore di scavo Emanuele Mariotti: "L’idea che guarda alla riscoperta delle antiche terme sancascianesi viene da lontano e ha visto, nel corso degli ultimi 10 anni, l’alternarsi di varie iniziative. Dal 2018 il progetto si è strutturato e ha definito i propri obiettivi archeologici, storici, paesaggistici e topografici. L’area del Bagno Grande è diventata il centro di attività multidisciplinari volte all’indagine non invasiva del terreno e all’individuazione di possibili aree di scavo che potessero dare concretezza alla tradizione di grandi ritrovamenti di cui sono piene le pagine degli storici locali fin dal XVI secolo. In questo senso si è fatto largo uso delle più moderne ed efficaci tecnologie di remote sensing, come la geofisica di ultima generazione e sensori speciali montati su drone. Nel 2020 è stata individuata una promettente area di scavo, attigua alle vasche moderne. Lo scavo è stato anche l’occasione per una intensa attività formativa volta a studenti e specializzandi, mirata non solo alle tecniche di indagine del terreno, ma anche alla documentazione delle evidenze archeologiche, primo passo per una successiva valorizzazione e conservazione. A questo va aggiunto il continuo confronto con gli studiosi che hanno accettato di prendere parte alla pubblicazione, confronto che ha permesso lo studio proficuo dei materiali rinvenuti, oltre a essere un ulteriore elemento formativo di altissima qualità. Gli eccezionali manufatti strappati al fango e le strutture monumentali messe in luce sono ritrovamenti fortunati, di per sé, molto rari, ma non casuali: essi sono il frutto del costante lavoro svolto nella ricerca e nello studio del territorio. Nel pieno accordo tra le istituzioni coinvolte, si è dunque realizzata quella sintesi tra tutela e ricerca che sarà il vero motore dei prossimi anni.

Infine, la dichiarazione del funzionario archeologo Jacopo Tabolli: "Pubblicare integralmente uno scavo a meno di sei mesi dalla sua conclusione è un’impresa piuttosto rara. Ha animato questo progetto la voglia di condividere con la comunità scientifica, con i colleghi preposti alla tutela e alla valorizzazione e con il pubblico interessato all’archeologia i primi risultati di uno scavo che siamo certi anche nei prossimi anni restituirà tracce importanti del paesaggio religioso romano del territorio. Il volume prende le mosse dallo scavo del Bagno Grande ma spazia nel racconto dalla preistoria del Monte Cetona, allo sviluppo della città etrusca di Chiusi alla romanizzazione del territorio. Quello di San Casciano dei Bagni è un territorio più sconosciuto agli archeologi rispetto a tanti luoghi noti della val di Chiana, della val di Paglia e della Val d’Orcia, eppure nelle pagine del volume si snoda un racconto ricco di testimonianze archeologiche, ancora tutto da scrivere".

Inoltre, nel corso della conferenza stampa di presentazione dei risultati delle indagini della campagna di scavi archeologici, che si è tenuta in live streaming dalla “Sala dell’Aurora” della Provincia di Siena (Siena, Piazza Duomo, 9), sono stati presentati anche due eventi di rilievo, che si terranno a San Casciano dei Bagni nelle settimane successive: la Lectio magistralis Nell’acqua sacra del Bagno Grande, che si terrà il giorno 11 aprile alle 12 direttamente dal “Bagno Grande” (Via della Fontaccia)  e l’inaugurazione del Nuovo percorso espositivo alle Stanze Cassianensi, in Piazza della Repubblica 4, che si svolgerà il 24 aprile alle 17 (data suscettibile di cambiamento per norme anticontagio).

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