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Attualità venerdì 13 novembre 2020 ore 07:00

Vignaiola reinventa il Brunello anti-Covid

A Montalcino l'imprenditrice del vino Gianna Neri ha trovato un modo per conquistare i mercati internazionali "bypassando" il semi-lockdown



MONTALCINO — La cantina di design è la sfida che ha vinto. Quattro anni fa, contro tutti e contro tutto, quella cantina se l’è costruita con la fatica e il coraggio di chi fa impresa. Gianna Neri è abituata a camminare controvento e del resto da spirito libero qual è, ha forza di adattamento da vendere. 

Nel tempo della pandemia con la cantina senza visitatori e turisti che a Montalcino arrivano da ogni angolo del mondo, nella sua Col di Lamo si è reinventata un modo per stare sui mercati internazionali e creare nuovi canali di commercializzazione. Come? 

Il semi-lockdown che stiamo vivendo mi ha spinto a stare di più sul web e mi ha permesso di affinare la tecnica del marketing per portare il mio Brunello ovunque. Ho fatto questo esperimento e mi sono accorta che molte persone mi hanno contattato proprio per la mia comunicazione sui social”. 

Pc ma anche telefono perché Gianna è una persona solare e molto empatica: “Non potrei stare senza conversare con buyers e clienti, senza scambiare opinioni, senza parlare della vita in generale, non solo di vino”. Ecco che i contatti diventano fili da annodare adesso “preparandoci al dopo-pandemia. Non è importante quanto riesci e vendere ora, bensì le relazioni e la qualità dei contatti che in questa fase metti in piedi perché quando tutto ripartirà, tu hai già una rete solida che garantirà nuovo fatturato”. 

Così ogni giorno Gianna che segue tutto dalla vigna alla cantina passando dal commerciale, “chiama” e “clicca” con Stati Uniti e buona parte d’Europa presentando i suoi “gioielli”: 35mila bottiglie all’anno tra Brunello, Rosso di Montalcino e un rosso Igt. 

Nuovi arrivi a Col di Lamo. “Sta per uscire un Brunello Riserva e una selezione di Brunello dedicata a mia figlia Diletta. Ho una vigna alla quale ho dato il suo nome: è terra speciale che dà bassa resa ma ottima uva. Ho deciso di farle un omaggio anche perché capisca la fatica e l’impegno della sua mamma a tirare su da sola l’azienda in tutti questi anni e partendo da zero. Ora che lavoriamo insieme può comprendere perché stavo poco a casa quando lei era piccola”. 

Donne di Brunello e non solo. Il vino di Gianna non è rosso ma arancione, colore che ha scelto per un packaging accattivante, quando tutti le dicevano che stava facendo un grosso errore. Gianna sempre controvento. L’ispirazione per il profilo di donna che si staglia sull’etichetta arancione è stato il rosso dei tramonti e il verde delle crete senesi a maggio, quando tutto rinasce. E rinascerà anche a Col di Lamo. 

Lucia Bigozzi
© Riproduzione riservata

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