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mercoledì 19 dicembre 2018

Attualità domenica 02 dicembre 2018 ore 12:04

Ladro ucciso, le riflessioni di un commerciante

Lettera di un commerciante aretino che si interroga su quanto accaduto: "Da quando i beni materiali sono diventati più preziosi di una vita umana?"



MONTE SAN SAVINO — Riceviamo e pubblichiamo le riflessioni di questo commerciante su quanto accaduto nei giorni scorsi a Monte San Savino (cliccando qui gli articoli correlati a questa vicenda)

"Gentile redazione, sono un commerciante della provincia di Arezzo che, come tutti, ha seguito i fatti avvenuti negli ultimi giorni a Monte San Savino.

Stanotte ho fatto un sogno: a casa del mio vicino erano entrati i ladri, gli spari mi avevano svegliato. Entravo la mattina , presto, per vedere cos'era successo: il soggiorno ancora in ordine, la cassaforte aperta ma da cui non era stato tolto niente. Però, per terra, i corpi senza vita del ladro e del mio vicino.

E' evidente, quello che è accaduto a Monte San Savino ha toccato tutti. Vi scrivo questa lettera per esprimere la mia opinione riguardo a quanto accaduto ma scegliendo di rimanere anonimo perché non voglio essere linciato pubblicamente sul web (perché è quello che avverrebbe se mettessi il mio nome e rendessi nota la mia attività).

L'aria che tira è questa: un uomo ne uccide un altro (non entro nel merito dell'eccesso della legittima difesa, ci penserà la giustizia) perché è entrato nella sua proprietà privata per rubare. Capisco l'enorme frustrazione per aver visto violare la proprietà decine di volte ma...

Mi devo essere perso qualche passaggio: da quando i beni materiali come pneumatici, biciclette o qualsiasi altra cosa sono diventati più preziosi di una vita umana?

In questi giorni non ho visto nessuno schierarsi dalla parte della vittima, dalla parte della vita, dalla parte insomma dell'umanità. Di quel concetto che il giornalista Vittorio Arrigoni aveva riassunto nello frase “Stay human”, restiamo umani.

Nessuno è più umano? Leggo commenti talmente brutti che non voglio riportare. Uno contro l'altro, un debole contro un altro debole. Non sto giustificando il ladro, perché è di questo che mi accuserete, oppure commenterete “prendili in casa tua”… sto solo dicendo che è diventato normale sparare a un altro essere umano perché questi viola la tua proprietà.

E' diventato normale in così poco tempo. E per me non è per niente normale.

Quando penso all'uso delle armi e sento le persone favorevoli mi chiedo come possano esserlo? Cos'è che non vi fa capire che se i cittadini si armano i ladri inizieranno ad entrare nelle case armati?

Chiedo questo a chi legge questa lettera: Non capite che più armi significa solo più spari e più morti?

Immaginate la scena: il vostro soggiorno ancora in ordine, la cassaforte aperta ma da cui non è stato tolto niente. Però, per terra i corpi senza vita del ladro e di una persona a voi cara.

Ma per fortuna non è stato rubato niente. Che fortuna..."

Lettera firmata



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