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Il viaggio verso la salvezza della balena Timmy caricata su una chiatta e trasferita in acque danesi
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Cultura Lunedì 11 Maggio 2015 ore 11:47

L'eresia del mito, esposizione al museo

A distanza di tre anni dalle "Suggestioni d'Antico" di Ivan Theimer, i locali dello spazio espositivo tornano a ospitare una mostra particolare



SARTEANO — E' stata inaugurata Venerdì 8 Maggio alle ore 17,00 presso il Museo Civico Archeologico la mostra di dipinti di Gianluca Sità, giovane e promettente pittore di origine calabrese che si è fatto conoscere nell'ambito dell'arte moderna con alcune esposizioni a Roma.

Dopo le grandi personalità, apprezzate dalla critica di tutto il mondo, si è deciso, dunque, di lasciare spazio ai giovani talenti. Si inaugura questa sfida con una personale di questo pittore calabrese che rimarrà aperta fino al 20 Luglio. Per oltre due mesi, la sua gotica e decadente visione del classico si fonderà con le vestigia di una civiltà antica, e accompagnerà il visitatore in un viaggio ricco di emozioni.

"Con questa iniziativa – commenta il sindaco Francesco Landi – il Comune di Sarteano vuole arricchire l'offerta culturale per i cittadini, i visitatori e gli affezionati, nella convinzione che l'arte e l'educazione al 'bello' siano irrinunciabili componenti per uscire dalla crisi che ci attanaglia ormai da troppi anni".

Gianluca Sità è nato a Mammola, in provincia di Reggio Calabria, nel 1979. Trasferitosi giovanissimo a Roma per frequentare l'Accademia di Belle Arti, è stato allievo di Antonio D'Acchille prima e Giuseppe Modica poi. La pittura di Gianluca Sità è facilmente riconoscibile per quell'impronta surreale e onirica, impreziosita da un velo di adamantina nostalgia. La malinconia è rafforzata da un uso del colore, spesso cupo, mai aggrumato e perfettamente steso, quasi come se la pennellata stessa fosse atta a disvelare la struttura chimica delle cromie utilizzate, infondendo loro, invece, un respiro vitale oltre ad un'atmosfera senza tempo e senza spazio. Sità si preannuncia come la "scoperta" della primavera sarteanese.


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