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Attualità martedì 26 luglio 2016 ore 15:25

Fusioni, Montalcino-S.Giovanni verso il referendum

Un referendum consultivo tra i cittadini, da fare nei prossimi mesi, il testo del quesito è stato approvato oggi dal Consiglio regionale



MONTALCINO — A margine della seduta il presidente dell'Assemblea toscana Eugenio Giani ha ricordato che il Consiglio sta svolgendo un lavoro molto certosino per stimolare la fusione dei Comuni, da 279 Comuni già 2 Comuni hanno deliberato, con un referendum, la loro fusione. È il caso di Abetone con Cutigliano, ed è il caso di San Marcello con Piteglio.

L’iter di fusione, condiviso dalle amministrazioni di Montalcino e San Giovanni oggi ha fatto un passo avanti ovvero l’approvazione del referendum che vedrà la consultazione delle due popolazioni.

Giani ha sottolineato che "si riuniscono due Comuni prestigiosi: Montalcino, che ha una produzione e una fama nel mondo per il famoso Brunello, e San Giovanni d'Asso che insieme a San Miniato, è il comune toscano forse più rinomato per la produzione di tartufo. San Giovanni d'Asso in questo caso rinuncerebbe anche al proprio nome, e si chiamerebbe sempre e comunque Montalcino. Mettere insieme il vino buonissimo col tartufo renderà questo comune sul piano dell'agroalimentare sicuramente uno dei comuni più conosciuti e prestigiosi".

Positivo anche il commento del presidente di Anci Toscana Matteo Biffoni, alla notizia: “E’ un’ottima notizia. Significa che altri due importanti Comuni toscani hanno deciso di intraprendere la strada di unire le forze, per migliorare i servizi, diminuire le spese, aumentare la visibilità. Noi crediamo che a decidere sulle fusioni debbano essere i singoli territori: ma quando questa decisione viene presa in maniera convinta e condivisa, siamo contenti dei vantaggi che le amministrazioni e i cittadini potranno trarne”.

“Come ripeto sempre – aggiunge Biffoni - noi guardiamo con grande interesse e riteniamo molto positiva l’idea di un meccanismo premiante e di coinvolgimento dei Comuni per arrivare alle fusioni, laddove ci siano le condizioni. Non ci convince invece, né a livello regionale nè nazionale, l’idea della obbligatorietà . Le valutazioni vanno fatte sui territori, pensando non solo all’immediato ma anche alla prospettiva; quello che ci interessa è che le eventuali scelte vadano nell’interesse dei cittadini e delle comunità nel lungo periodo, caso per caso e luogo per luogo”.

Biffoni ricorda che Anci Toscana ha messo a disposizione i propri uffici per supportare i Comuni e fare le valutazione nei territori interessati.



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