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Attualità mercoledì 04 febbraio 2015 ore 16:58

Forte contrarietà alla riforma sul turismo

Albergatori e imprese turistiche si sentono penalizzate e dicono: "Un favore all’abusivismo e alla concorrenza sleale, un rischio per l’occupazione"



CHIANCIANO — Le associazioni Federalberghi Confcommercio Toscana, Asshotel, Confesercenti Toscana, Confindustria Toscana, Commissione turismo, Alleanza delle Cooperative Italiane Toscana respingono al mittente la proposta di legge di modifica sul testo unico del turismo e ne chiedono il ritiro.

Le associazioni sostengono che sono state disattese completamente tutte le richieste delle categorie del turismo toscano e con l’approvazione di questa proposta si agevolerebbe l’abusivismo invece di tutelare le imprese in regola e promuovere il territorio.

“Il turismo ha bisogno di normative che promuovano le imprese sane e qualificate e la leale concorrenza – dicono i rappresentanti - Ricordiamo che sui territori vengono aumentati gli importi delle tasse di soggiorno, invece di andare a stanare le attività abusive che proliferano senza rispettare obblighi e doveri. Chiediamo pertanto al presidente Enrico Rossi che tutti siano tenuti ad offrire le medesime garanzie, ai turisti, ai lavoratori, alla collettività. La Regione non può accettare che si continui a inquinare il mercato con un'offerta parallela, sfuggendo a qualunque regola, a partire da quelle basilari in materia di fisco, previdenza, lavoro, igiene e sicurezza”.

Anche il Presidente Federalberghi Chianciano Terme, Daniele Barbetti si unisce al dissenso ed invita la Regione a focalizzarsi sulla centralità dell’albergo come struttura di punta del sistema turistico ricettivo della Toscana.

“La Regione - dice Barbetti- non può sottovalutare i rischi indotti dalla proliferazione indiscriminata di esercizi abusivi e semi-abusivi che inquinano il mercato turistico sottraendosi a qualunque obbligo, a partire da quelli basilari in materia di igiene, sicurezza, lavoro, fisco e previdenza . La competitività della Toscana sui grandi mercati internazionali passa dalla qualità dell’offerta ricettiva alberghiera, non certo dalle locazioni turistiche non professionali o dai bed & breakfast. La Regione dovrebbe investire sulla qualificazione alberghiera e non certo su un aumento senza controllo di pseudo offerta ricettiva non professionale”.



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Dolomiti, caos e disagi per la neve

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