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Attualità venerdì 16 ottobre 2015 ore 10:30

Casi di scabbia, non c'è da preoccuparsi

Due immigrati arrivati a Nottola sono risultati affetti da scabbia non più infettiva; i due poi hanno continuato il viaggio verso altre destinazioni



CHIANCIANO — Gli immigrati giunti a Nottola provenivano dalla Sicilia, trasferiti a Siena, sono giusti al nosocomio per le visite e accertata la patologia non più attiva, i due migranti hanno continuato il viaggio verso altre destinazioni.

Saputo del problema la Lega Nord si è detta subito preoccupata per la cittadinanza e Manuel Vescovi capogruppo in Regione ha dichiarato: “I casi di scabbia che hanno colpito due eritrei non sono ahimè un fatto isolato e tutto ciò è certamente grave e preoccupante. Con i profughi/clandestini il governo Renzi sta facilitando il propagarsi di malattie infettive non solitamente presenti sul nostro territorio e ciò turba giustamente non poco l’opinione pubblica. Oltretutto non sappiamo quando queste persone abbiano effettivamente contratto la malattia e se siano stati sottoposti ad approfonditi controlli (a questo punto ne dubitiamo fortemente ndr) prima di essere stati inseriti nell’albergo di Chianciano dove erano ospitate. Chiediamo, dunque ai cittadini toscani se sono d’accordo che, in casi come questo, possa essere anche prevista la messa in quarantena delle persone infettate”.

Non è tardata ad arrivare la precisazione del sindaco di Chianciano Andrea Marchetti che spiega la situazione e precisa che i due profughi non si trovano più a Chianciano: “Dopo aver personalmente contattato il prefetto e la Misericordia di Chiusi posso dire che i due immigrati di cui si parla facevano parte di un gruppo più ampio di circa 10 unità provenienti dalla Sicilia, arrivati a Siena sono stati trasferiti a Nottola per le visite mediche di rito e sono risultati affetti da scabbia non più infettiva/attiva. È stato quindi attivato per i due il trattamento dermatologico raccomandato generalmente in grado di eliminare la parassitosi in un breve arco di tempo. I due casi di scabbia diagnosticati non comportano nessun problema di sanità pubblica per la popolazione. I due profughi, dopo una breve sosta per rifocillarsi, hanno proseguito il loro viaggio verso altre destinazioni e non si trovano più a Chianciano”.



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