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Lavoro venerdì 25 novembre 2016 ore 09:39

Salta il tavolo delle trattative per Agorà

La Fp Cgil abbandona il tavolo e annuncia lo stato di agitazione. "Non ci sono buone notizie per i lavoratori". E attacca la Cisl



AREZZO — Un incontro che doveva essere chiarificatore e risolutore, ma che ha prodotto invece l’abbandono del tavolo delle trattative da parte dei rappresentanti sindacali e l’indizione dello stato di agitazione. 

Non ci sono buone notizie per lavoratrici e lavoratori della cooperativa Agorà.

Ieri rappresentati di Agorà si sono incontrati con la Funzione Pubblica della Cgil di Arezzo nelle persone della segretaria provinciale Giulia Da Mario e della funzionaria Alessandra Ricciarini.

“Obiettivo dell’incontro era quello di firmare il piano di rientro per gli stipendi arretrati di agosto, settembre e ottobre per la Rsa di Stia, la Comunita di Ponte Presale e il Cup di Ponte a Poppi. L’incontro avrebbe dovuto portare anche a ridiscutere il piano di rientro nei centri di costo della Valdichiana dove la Cisl aveva fatto sottoscrivere ai lavoratori l’accordo al buio che noi sempre abbiamo contestato - dice la Fp Cgil - Alla presenta di delegati sindacali delle varie strutture, che in totale occupano circa 500 dipendenti in tutto il territorio aretino, la cooperativa ha ribadito che l'accordo proposto dalla Cgil non erano in grado di sottoscriverlo in quanto conteneva le clausole di salvaguardia per i lavoratori e la cooperativa non era in grado di mantenere le date di pagamento indicate. L’accordo subito dopo la firma sarebbe stato depositato alla Direzione Territoriale del Lavoro di Arezzo e questo rappresenta una sostanziale differenza con l’accordo sottoscritto dalla Cisl che non garantiva la data certa del pagamento e non sarebbe finito sul tavolo della DTL.

La cooperativa  - continua la FP CGil - ha sostenuto anche che l’accordo sottoscritto dalla Cisl deve essere applicato a tutto il personale, anche a coloro che non lo hanno firmato. A fronte dell'ennesima indisponibilità da parte di Agorà che ha dato disponibilità a discutere nuovamente a metà dicembre, annunciando ancora una volta di non essere in possesso della liquidità necessaria, abbiamo dovuto lasciare inevitabilmente il tavolo e siamo state costrette a proclamare lo stato di agitazione e a richiede un incontro al prefetto per un tentativo di conciliazione. Prima di affrontare l'argomento dell'accordo abbiamo chiesto anche il versamento del TFR destinato alla previdenza complementare della RSA Maestrini (circa 40mila euro) e di altri centri di costo. L'argomento è stato già sollevato da moltissimo tempo ma anche oggi non c'è stata risposta in merito”. 


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