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Attualità giovedì 25 giugno 2020 ore 18:58

"Priorità Scuola", un girotondo di protesta

Insegnanti, studenti e mamme con bambini al seguito in piazza San Domenico in una manifestazione civile e composta



AREZZO — Anche ad Arezzo si è svolta la manifestazione nazionale che ha visto sfilare insegnanti, personale della scuola, studenti e genitori in sessanta piazze d'Italia.

"Priorità alla Scuola" questo è il comitato nazionale organizzatore della manifestazione.

In Piazza San Domenico, complice il primo grande caldo, alle 18 non c'era tanta gente. Poi, con il passare del tempo ed il calo delle temperature, la piazza si è animata e alla fine c'è stata una discreta affluenza. La manifestazione si è svolta in modo ordinato, composta nella protesta. Il personale della scuola, munito di striscioni, ha esternato le proprie ragioni sfilando in cerchio. Un girotondo che, oggi più che mai, ha il sapore della rivalsa, della voglia di non rassegnarsi ad un futuro ancora incerto per il mondo dell'istruzione che - sottolineano i manifestanti - appare sempre più bistrattato e sottovalutato dalle Istituzioni.

"Paghiamo le scelte scellerate del governo attuale - afferma Maurizio Tacconi, segretario generale Flc Cgil. Appena quatto mesi fa ai precari storici, quelli con almeno tre anni di servizio, era stata garantita l'assunzione di 24mila persone, poi portate addirittura a 32mila con decorrenza settembre 2020. Ecco, la verità è che al 1 settembre le assunzioni saranno pari a zero".

La protesta odierna ha lo scopo di sensibilizzare le Istituzioni e l'opinione pubblica sul grave problema che affligge la Scuola. Se i precari rappresentano sicuramente una delle criticità più grandi ed evidenti, non da meno lo è l'incertezza attorno alla quale si muove tutto il mondo dell'Istruzione. I manifestanti chiedono la riapertura di tutte le scuole in presenza e sicurezza, dai nidi alle università, senza riduzioni di orario o "artefici" che penalizzino il diritto d'insegnare e di apprendere.

Se a livello nazionale le cose non vanno, ad Arezzo la situazione è "imbarazzante". Così la definisce il segretario generale Flc Cgil. In tutta la provincia aretina sono circa 1200 i precari su circa 7mila posti. Vogliamo far capire che la stabilizzazione è fondamentale per la continuità didattica . Continuare a ruotare il corpo docenti provoca solo danni agli insegnati ma anche agli studenti, soprattutto quelli con handicap.

Ieri - conclude Maurizio Tacconi - c'è stato l'incontro per delineare la ripartenza di settembre in sicurezza. All'Istituto Comprensivo di Bibbiena è stata tagliata una sezione della scuola dell'infanzia, gli alunni sono stati accorpati in una classe che, il prossimo anno, vedrà la presenza di ben 27 studenti con 3 handicap all'interno. Tutto questo dimostra che non c'è nessuna volontà di organizzarsi per un eventuale ritorno dell'epidemia.



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