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Attualità sabato 21 novembre 2020 ore 11:57

Chiassai invoca l'anno bianco fiscale per imprese

Pieno sostegno alle attività commerciali da parte della presidente della Provincia. In linea il sindaco di Castiglion Fiorentino, Agnelli



AREZZO — La voce dei commercianti diventa la voce delle istituzioni. Perché chi amministra, specie alle nostre latitudini, conosce per filo e per segno chi, ogni giorno alza e abbassa la saracinesca del negozio o dell’impresa. 

Sindaci in prima linea nell’emergenza della pandemia, ma anche nella trincea degli effetti economici che il Covid sta seminando ovunque. 

Il grido d’allarme lanciato da Confcommercio Toscana che invoca uno sciopero fiscale, non è rimasto inascoltato. Silvia Chiassai Martini guida la Provincia di Arezzo (fa parte del board nazionale di Upi) e il Comune di Montevarchi: non ha dubbi su da che parte stare. “Sono al fianco dei commercianti e delle attività del territorio a forte rischio di incorrere in un disastro economico senza precedenti. Non è più il tempo del silenzio, occorre parlare con una voce unica che, per quanto la situazione sanitaria sia tragica, denunci l’incoerenza e la pericolosità in prospettiva delle scelte effettuate dal governo”. 

Per Chiassai Martini il punto è che “le imprese chiedono di lavorare, non di usufruire di ristori che non bastano a colmare il danno dei fatturati mancati. La gravità della situazione sanitaria è il risultato di scelte sbagliate nella gestione del fenomeno che sono sotto gli occhi di tutti e non è accettabile che siano i commercianti a pagare per l'incapacità dimostrata in questi mesi”.

Sulla stessa lunghezza d’onda il sindaco di Castiglion Fiorentino Mario Agnelli che comprende le ragioni dello sciopero fiscale paventato dalla Confcommercio Toscana e si domanda “come si può fare a reggere una pressione tra imposte e tasse di queste proporzioni specialmente in un momento di chiusure obbligatorie come questo?”. Agnelli sottolinea la necessità e l’urgenza di una proroga da parte del governo alle scadenze fiscali fissate entro questo mese, per consentire a commercianti e imprese di riprendere fiato. Altrimenti, "il sistema non può reggere” avverte il sindaco.

La presidente della Provincia punta il dito contro “i macro-errori nella gestione della pandemia che oggi si ripercuotono sulle piccole realtà commerciali e imprenditoriali. Non è l'acquisto di beni nei negozi di quartiere che aumenta la diffusione dei contagi, attività che si sono da subito attrezzate, come era giusto, con investimenti importanti, per adeguarsi alle direttive e garantire la massima sicurezza possibile ai loro clienti”. 

C’è un altro punto che Chiassai Martini considera “inaccettabile, ovvero che si permetta di mantenere l'apertura dei grandi centri commerciali, gestiti da grossi gruppi e dalle multinazionali che continuano a vendere prodotti che i piccoli commercianti non possono fare”. Insomma, una disparità di trattamento “nei confronti del commercio al dettaglio che alimenta rabbia e sconforto tra gli operatori economici”. Da sindaco, ha già azionato le leve fiscali per sostenere le difficoltà dei commercianti e altrettanto ha fatto Agnelli a Castiglion Fiorentino. 

A Montevarchi “già nel primo lockdown, la nostra amministrazione è intervenuta concretamente con una riduzione del 20 per cento della Tari per tutte le attività costrette a chiudere o colpite da provvedimenti restrittivi”, spiega Chiassai Martini che aggiunge il posticipo del pagamento delle rata di acconto Imu e il pagamento della Tari, l’esenzione dal pagamento della Cosap dal 1 marzo al 31 dicembre “che verrà prorogata, per le attività commerciali fisse e ambulanti, con possibilità di ampliare l’occupazione di suolo pubblico”. 

In questa fase “siamo nuovamente pronti a fare la nostra parte dando la possibilità di estendere la rateizzazione a 72 rate dei tributi, adeguandoci a dicembre alla Legge di bilancio 2020, facendo quindi, tutto quello che è in nostro potere per aiutare le imprese”. 

A Castiglion Fiorentino il sindaco Agnelli sottolinea il ricorso a tutte le leve a disposizione dell’amministrazione comunale per alleggerire o dilazionare il carico fiscale per commercianti e imprenditori, già dal primo lockdown. Tuttavia siccome entro questo mese i Comuni sono chiamati a redarre il bilancio consolidato, sarebbe “opportuno e necessario che da Roma prevedessero proroghe rispetto alle scadenze fiscali”. In altre parole, tributi di cui un ente deve inevitabilmente tenere conto per comporre il bilancio utile a governare la vita di una comunità. Tutto si tiene: saracinesca e istituzione. 



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