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lunedì 26 settembre 2016

Attualità giovedì 04 febbraio 2016 ore 08:40

"Piccoli Comuni: aiutarli a vivere, non a morire"

Cetona

Arriva il manifesto in difesa dei piccoli Comuni contro le fusioni, a firmarlo 13i sindaci della provincia di Siena che valutano l'uscita dall'Anci

VALDICHIANA — Il documento sarà portato in approvazione in tutti i consigli comunali entro il mese di febbraio: “Il modo in cui oggi molta parte della classe politica - dice il manifesto - affronta il tema delle fusioni dei comuni proponendone in alcuni casi l’obbligatorietà per legge, in altri promuovendo processi che ne sanciscono l’obbligatorietà di fatto, segna un insostenibile attacco alle autonomie locali ed all’esistenza stessa dei piccoli comuni”.

I sindaci, Pd e liste civiche, starebbero inoltre valutando l’ipotesi di uscire dall’Anci e per la posizione, a loro dire, antidemocratica assunta sulle Unioni di Comuni e dei Comuni che scelgono la strada della fusione: “Un attacco – motivano la loro scelta i primi cittadini nel manifesto – condotto sulla base di un approccio contabile-amministrativo che, non solo non tiene conto di altre dimensioni, ma soprattutto non si fonda su alcuna evidenza oggettiva di dati economici e finanziari”.

I primi comuni ad aver già approvato il manifesto, anche nei rispettivi consigli comunali, sono stati Chiusdino e Chianciano Terme. Nelle prossime settimane lo faranno Casole d’Elsa, Castiglione d’Orcia, Cetona, Monteriggioni, Piancastagnaio, Pienza, Radicofani, Radicondoli, San Casciano dei Bagni, San Gimignano e Trequanda.

Nel manifesto viene sottolineata l’importanza della figura del municipio e come il sindaco rappresenta un punto di riferimento insostituibile per i cittadini e simbolicamente il Gonfalone rappresenta un importante riferimento identitario in una società sempre più priva di punti di riferimento collettivi.

“Bisogna adoperarsi per il mantenimento di un presidio democratico dentro le comunità locali, per il rispetto e la valorizzazione delle identità locali e per il rilancio del ruolo dei Consigli Comunali come luogo di partecipazione politica - dice il manifesto - Dobbiamo sostenere i piccoli comuni nella loro attività di erogazione di quei servizi fondamentali ai cittadini che, per caratteristiche intrinseche, enti di più grandi dimensioni non riuscirebbero a fornire con altrettanta efficacia e puntualità. Un buon governo locale non riproducibile su dimensioni troppo vaste”.

Il documento va avanti: “Le unioni e le convenzioni vanno considerati un modello istituzionale stabile – non qualcosa di propedeutico alla fusione – e devono assicurare servizi efficienti con minori costi. Laddove non si raggiungano questi obiettivi ciò non può essere pretestuosamente imputato al modello associativo in quanto tale, ma semmai alla mancanza di convinzione negli Amministratori o alla inadeguatezza delle relative previsioni normative nazionali e regionali, e non può dunque costituire un alibi per invocare fusioni”

E concludono: “Le fusioni tra comuni, invece, devono essere portate avanti solo dove esista una chiara, inequivocabile ed esplicita volontà, espressa direttamente dalle singole popolazioni interessate, conseguente a situazioni di reale marginalità abitativa e ad una riconosciuta perdita di coesione sociale e del senso di comunità”.

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