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giovedì 29 settembre 2016

Cronaca venerdì 29 gennaio 2016 ore 11:03

Spacciatore minacciato di morte

“Riceverai il suo cadavere rinchiuso tra quattro tavole e con una pallottola in testa”, queste le minacce mosse dai fornitori alla madre

SINALUNGA — L’indagine è iniziata nel settembre 2014 quando i carabinieri di Siena sono venuti a conoscenza che uno spacciatore residente a Sinalunga, A. l’iniziale, avrebbe dovuto consegnare ai propri fornitori di stupefacenti un'ingente somma di denaro per il pagamento della cocaina ricevuta e destinata al mercato senese, la cocaina veniva venduta al costo di 70 euro al grammo.

Proprio per cause legate ai pagamenti, A. aveva ottenuto dai familiari 20.000 euro, in modo da potersi sottrarre alle pressanti richieste di denaro rivoltegli da trafficanti albanesi e napoletani. Alla madre era stato detto che avrebbe ricevuto il cadavere del figlio “rinchiuso tra quattro tavole e con una pallottola in testa” e che era inutile che si fosse nascosto, perché lo avrebbe ritrovato.

Il ragazzo si era infatti rifugiato in Francia, in attesa di poter far fronte alle richieste di denaro, ma nonostante l’aiuto della famiglia, A. aveva dovuto chiedere finanziamenti ad alto tasso di interesse, per quasi altri 20.000 euro, ma anche con questo denaro, pur avendo restituito complessivamente più di 50.000 euro, non era riuscito ad estinguere il debito contratto. Tale condizione di insolvenza lo esponeva al continuo pericolo di gravi rappresaglie.

Le investigazioni dei carabinieri di Siena, coordinate dai PM Salvatore Vitello e Nicola Marini, hanno documentato stabili e frequenti forniture di sostanze stupefacenti di una certa consistenza, effettuate mediante contatti telefonici tenuti con utenze intestate a terzi, metodicamente sostituite con altre, allo scopo di sfuggire a possibili investigazioni.

Il 30 gennaio 2015, uno degli spacciatori era stato arrestato a Torrita di Siena con oltre 100 grammi di cocaina per un valore di mercato pari a 70.000 euro, occultati nel cruscotto del suo camioncino. In attesa del processo, il GIP Roberta Malavasi ha ritenuto di dover interrompere l’attività delittuosa, imponendo a due degli spacciatori la presentazione quotidiana alle stazioni dei carabinieri di Sinalunga e Rapolano Terme, con obbligo di firma, mentre altri due hanno ricevuto la notifica della misura dell’obbligo di dimora in Sinalunga, centro dal quale non potranno allontanarsi senza l’autorizzazione del Giudice.

Due degli albanesi sono vecchie conoscenze dei carabinieri di Siena in quanto già arrestati nel 2008, a seguito del sequestro di una partita di dodici kg di cocaina, giunta dall’Olanda nelle città di Bologna e Arezzo. Complessivamente le persone che andranno a processo sono undici.

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