Attualità

Approvato il testo unico del vino

Il via libera al ‘Testo unico del vino’, risultato di un lavoro parlamentare durato più di due anni, è un passo storico per un settore decisivo

Secondo i dati dell'Unione italiana vini (Uiv) e Ismea (Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare) l'Italia è leader mondiale nella produzione di vino con 48.5 milioni di ettolitri stimati per la vendemmia 2016, consolidano il primato italiano davanti alla Francia che, con 42,9 milioni di ettolitri, paga una flessione del 10% e alla Spagna che conferma i dati dell'ultimo biennio, intorno ai 42-43 milioni.

"Dopo decenni di attesa l'Italia ha finalmente un'unica norma che regola tutte le attivita' legate alla coltivazione, alla produzione e al commercio del vino. Non poteva esserci migliore riconoscimento dopo gli importanti compleanni dei vini toscani” - Susanna Cenni, parlamentare Pd alla Camera commenta così l'approvazione, di ieri sera, del testo unico sulla coltivazione della vite e la produzione del vino.

Il nuovo testo unico, prosegue Cenni: “Una legge che finalmente riconosce quella viticoltura eroica, spesso unica attività che presidia aree complesse, mantenendo muretti a secco, anche come forma di tutela contro il pericolo di dissesto nelle zone marginali. La norma riordina competenze e procedure, chiarisce il sistema dell'etichettatura e dei controlli e snellisce la burocrazia. Nella discussione, prima in commissione e poi in aula, il testo e' stato arricchito e integrato anche con il riconoscimento di tutte quelle attività connesse con la produzione di vino, come l'enoturismo, attivita' che, come dimostrano i dati del XII Rapporto sull'Enoturismo presentati alla Bit di Milano dalle Citta' del Vino, attrae oltre 10 milioni di turisti per una spesa per le visite in cantina di circa 2.5 miliardi di euro".

Soddisfazione arriva anche dalla deputata 5stelle Chiara Gagnarli che dice: “Questo testo oltre ad unificare le disposizioni normative esistenti, introduce una semplificazione dei procedimenti senza pregiudicare la sicurezza alimentare. Sburocratizza adempimenti e pratiche a favore delle aziende vinicole mantenendo alti standard di qualità. Risponde alle esigenze di un settore virtuoso, pregiato, che ha saputo superare lo scandalo del metanolo, risalente proprio a trent’anni fa, e che oggi traina il made in Italy agroalimentare. Offre anche strumenti efficaci alle nostre imprese che competono sui mercati esteri e che sono sempre più minacciate da falsificazioni e frodi.

“Continueremo a vigilare sulla sua effettiva applicazione - conclude la pentastellata - ed a chiedere l'approvazione delle altre nostre proposte non considerate, a cominciare dalle garanzie per un sistema di rappresentanza più equo nei consorzi, ed una sempre maggiore attenzione alla sostenibilità economica, sociale ed ambientale del comparto”.