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venerdì 26 agosto 2016

Attualità mercoledì 02 marzo 2016 ore 10:42

Tempi duri per chi è allergico ai cipressi

In questi giorni Arpat, con l'attività di monitoraggio, ha rilevato un’alta presenza in atmosfera del polline del cipresso (Cupressaceae/Taxaceae)

VALDICHIANA — In questo periodo in atmosfera sono presenti anche pollini di piante a fioritura invernale come il nocciolo (Corylaceae), l’ontano (Betulaceae) ed il frassino (Oleaceae). Nei prossimi giorni è atteso un aumento della concentrazione di tutti questi pollini, condizioni meteo permettendo (precipitazioni, temperature).

I rilevamenti sono stati fatti grazie all’aerobiologico della Rete di ARPAT e della Rete di ARPA Umbria, ambedue inserite nella Rete POLLnet.

Negli ultimi anni è stato registrato un incremento progressivo delle malattie allergiche ed in particolare delle pollinosi. Fra queste ultime riveste un ruolo importante quella al cipresso, che ha una prevalenza stimata del 18% in Italia, ma raggiunge un picco del 28% in Toscana e Umbria.

Arpat spiega che in Italia centrale sono presenti, in maniera predominante, due specie appartenenti alla famiglia delle Cupressaceae: il Cupressus arizonica o cipresso dell’Arizona e il Cupressus sempervirens o cipresso comune (specie maggiormente diffusa). Le due specie presentano periodi di fioritura differenti. Il C. arizonica, più precoce, fiorisce generalmente tra la fine di gennaio e i primissimi giorni di febbraio con un ciclo di fioritura della durata di circa 15-20 giorni, mentre il ciclo di fioritura del cipresso comune è più tardivo ed ha inizio dalla metà di febbraio con una durata che si può protrarre anche fino a inizio aprile.

I cipressi si prestano molto bene al rimboschimento e sono molto usati come piante ornamentali in parchi e nelle alberature stradali nonché per barriere frangi-vento e anti-rumore e come siepi. Dalla fine degli anni ’70, si è assistito ad un progressivo aumento delle concentrazioni polliniche, a causa soprattutto del diffondersi della piantagione di questi alberi; recentemente i botanici stanno cercando di selezionare alcune specie con basso rilascio di polline e/o con una bassa concentrazione di allergene.

Le temperature al di sopra della media stagionale registrate nel centro Italia, ma anche globalmente, hanno contribuito all’intensa fioritura dei pollini invernali. Il mese di Gennaio 2016 è stato di 0.3 °C più caldo del gennaio 2015 il che, come il professore di fisica Stefan Rahmstorf dell'Università di Potsdam (Germania) sottolinea, non solo lo rende il gennaio più caldo in assoluto, ma rappresenta un aumento rispetto al record precedente e la più forte anomalia per qualsiasi mese di sempre.

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